Palermo, guerra sulle nomine delle partecipate: tensioni tra Forza Italia e Fratelli d’Italia
PALERMO – Le nomine ai vertici delle società partecipate del Comune di Palermo diventano un nuovo terreno di confronto all’interno del centrodestra. Al centro della partita politica ci sono Amat, Reset, Sispi e Amg Energia, con il sindaco Roberto Lagalla chiamato a trovare un equilibrio tra le richieste dei partiti e i problemi legati alla durata degli incarichi. Sullo sfondo, la tensione tra l’assessore regionale Edy Tamajo e Fratelli d’Italia per la futura presidenza dell’Amat.
A ricostruire il quadro è il Giornale di Sicilia, che racconta le trattative in corso e le difficoltà emerse dopo la decisione del Comune di rinnovare temporaneamente alcuni consigli di amministrazione.
Nomine per 45 giorni, il caso finisce sotto esame
La vicenda nasce dalla scelta del sindaco Roberto Lagalla di confermare i vertici di alcune partecipate per appena 45 giorni, in attesa di definire un assetto più stabile.
Una soluzione temporanea che avrebbe però sollevato dubbi sulla sua compatibilità con gli statuti societari.
Secondo quanto riferisce il Giornale di Sicilia, gli organi di controllo delle società avrebbero richiamato la disposizione secondo cui i consigli di amministrazione restano in carica per tre esercizi e possono essere rieletti.
Le nomine temporanee di Reset, Amg Energia e Sispi non sarebbero state trasmesse al Registro delle imprese della Camera di Commercio, anche per i dubbi sulla loro registrabilità.
Per affrontare la questione sarebbero state convocate nuove assemblee per lunedì 9 novembre, con l’obiettivo di confermare i vertici per tre esercizi.
Reset, Sispi e Amg: ecco i nomi sul tavolo
Il quadro delle presidenze, secondo la ricostruzione giornalistica, vedrebbe:
- Reset: Fabrizio Pandolfo, considerato vicino al presidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo.
- Sispi: Giovanna Gaballo, indicata in area Democrazia Cristiana.
- Amg Energia: Francesco Scoma, esponente di Forza Italia.
La situazione delle altre partecipate presenta invece tempi differenti.
Gesap, società che gestisce l’aeroporto di Palermo, segue regole societarie diverse. L’Amat deve ancora approvare il bilancio, mentre per la Rap è prevista un’assemblea il 15 novembre.
Il Giornale di Sicilia segnala inoltre un possibile problema legale: secondo alcuni pareri richiamati nell’articolo, un amministratore già nominato per 45 giorni e successivamente escluso potrebbe contestare la decisione, sostenendo che l’incarico debba avere la durata ordinaria di tre esercizi.
Si tratta, tuttavia, di una valutazione giuridica riportata dal quotidiano e non di una pronuncia giudiziaria.
Amat, Tamajo punta su Domenico Macchiarella
Uno dei nodi politici più delicati riguarda l’Azienda municipalizzata auto trasporti.
L’assessore regionale Edy Tamajo, esponente di Forza Italia, vorrebbe indicare Domenico Macchiarella come prossimo presidente dell’Amat, al posto di Giuseppe Mistretta.
Quest’ultimo, inizialmente vicino all’area politica di Tamajo, viene descritto come progressivamente più vicino a Fratelli d’Italia.
Il rinnovo dei vertici dell’azienda è però rallentato dalla mancata approvazione del bilancio.
Secondo la ricostruzione pubblicata, una sanzione di importo milionario avrebbe reso necessaria un’ulteriore valutazione dei conti da parte degli organi societari.
Il ritardo rende più complessa la definizione dei nuovi equilibri politici.
Il caso Scoma e il confronto con Fratelli d’Italia
A complicare ulteriormente la situazione sarebbe la posizione di Francesco Scoma, indicato per la presidenza di Amg Energia.
Scoma era stato nominato in quota Lega, ma nel frattempo è passato a Forza Italia.
La sua conferma potrebbe quindi aprire una questione politica: se un amministratore mantiene l’incarico anche dopo aver cambiato partito, lo stesso criterio potrebbe essere richiamato per altre partecipate.
È proprio su questo punto che, secondo il Giornale di Sicilia, Fratelli d’Italia potrebbe sostenere la permanenza di Giuseppe Mistretta alla guida dell’Amat.
Un’ipotesi che entrerebbe in contrasto con l’obiettivo attribuito a Tamajo di affidare la presidenza a Macchiarella.
Il ruolo di Tantillo e gli equilibri di Forza Italia
Nella ricostruzione del quotidiano assume rilievo anche il ruolo di Giulio Tantillo, presidente del Consiglio comunale.
Tantillo avrebbe contribuito a sostenere la conferma di Scoma ad Amg Energia.
L’articolo collega questa scelta anche ai rapporti politici con Francesco Cascio, consuocero di Scoma, e alle prospettive elettorali della figlia di Cascio, Martina.
Si tratta di collegamenti e interpretazioni politiche riportati dalla testata, non di motivazioni ufficialmente dichiarate dai protagonisti.
All’interno di Forza Italia, inoltre, vengono segnalate le aspettative di Domenico Bonanno e della consigliera Raja nella distribuzione degli incarichi.
Le altre partecipate: Gesap e Amap nella trattativa
Il confronto politico si estenderebbe anche ad altre società strategiche.
Tra queste figura Gesap, che gestisce l’aeroporto Falcone Borsellino, attualmente presieduta da Totò Burrafato.
Secondo l’articolo, alcuni esponenti di Fratelli d’Italia potrebbero chiedere una revisione degli equilibri interni al partito, considerando anche le posizioni riconducibili all’europarlamentare Giuseppe Milazzo.
Nella ricostruzione vengono citati la deputata Carolina Varchi e Giovanni Sciortino, alla guida di Amap.
Anche le nomine della Città Metropolitana entrerebbero nel quadro delle trattative, con possibili compensazioni tra incarichi comunali e metropolitani.
Lagalla davanti al nodo delle assemblee
Il passaggio decisivo è rappresentato dalle assemblee societarie convocate per il 9 novembre.
Il sindaco Roberto Lagalla dovrà gestire contemporaneamente gli aspetti amministrativi delle nomine e le richieste avanzate dalle diverse componenti della maggioranza.
La questione non riguarda soltanto i nomi dei presidenti, ma anche la durata degli incarichi, la regolarità delle procedure e la distribuzione delle responsabilità nelle aziende pubbliche che gestiscono servizi essenziali per Palermo.
Il quadro descritto dal Giornale di Sicilia resta in evoluzione: le ipotesi politiche dovranno essere confrontate con le decisioni formali delle assemblee e degli organi competenti.
