Operazione “Abisso”, tra gli arrestati anche il cantante neomelodico Niko Pandetta
Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, si trattava di circa 2.000 chilogrammi di cocaina lasciati in mare davanti alle coste del Catanese e successivamente intercettati e recuperati dalla Guardia di Finanza. Nella conversazione, Vasta avrebbe parlato del mancato affare con Pandetta e con un altro indagato, lamentando una perdita economica stimata in circa 30 milioni di euro, somma che, a suo dire, avrebbe consentito di “sistemare” diverse famiglie.
Niko Pandetta sta attualmente scontando una condanna definitiva a quattro anni e cinque mesi di reclusione per spaccio di droga ed evasione. Il cantante era stato arrestato il 19 ottobre 2024 a Milano dalla Polizia di Stato in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Catania, dopo che la Corte di Cassazione aveva rigettato il suo ricorso rendendo definitiva la sentenza.
Il suo nome compare inoltre nell’inchiesta della Dda di Palermo relativa a un presunto traffico di cellulari e sostanze stupefacenti all’interno del carcere Pagliarelli.
Pandetta era tornato al centro dell’attenzione mediatica anche nella notte tra l’1 e il 2 maggio 2025, quando durante il concerto “One Day” alla Plaia di Catania il trapper Baby Gang aveva mostrato sul palco un suo video. L’episodio aveva suscitato forti polemiche e portato a una perquisizione nel carcere calabrese dove il cantante era detenuto. Durante i controlli, effettuati dalla Polizia Penitenziaria su impulso della Procura e della Squadra Mobile di Catania, furono rinvenuti alcuni telefoni cellulari all’interno dell’istituto penitenziario.
Le indagini sull’operazione “Abisso” proseguono per chiarire ulteriori aspetti del presunto traffico di droga e dei rapporti tra gli indagati e le organizzazioni mafiose coinvolte.

