Blitz a Palermo: colpito il mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo

Blitz a Palermo: colpito il mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo

La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha disposto otto fermi di indiziato di delitto nell’ambito di un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri per contrastare l’escalation criminale che da mesi interessa l’area riconducibile al mandamento mafioso di Tommaso Natale–San Lorenzo.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo sarebbe coinvolto in una lunga serie di episodi violenti avvenuti tra aprile e maggio 2026: sparatorie con kalashnikov, tentati omicidi, estorsioni, attentati incendiari e intimidazioni ai danni di attività commerciali tra Palermo, Sferracavallo e Isola delle Femmine.

Le sparatorie di via Don Minzoni e via Montalbo

Quattro dei fermi riguardano una sequenza di ritorsioni armate avvenute a Palermo alla fine di aprile. Nella notte tra il 29 e il 30 aprile, due uomini con il volto coperto avrebbero esploso raffiche di kalashnikov contro un’abitazione di via Don Minzoni.

Poche ore dopo, secondo l’accusa, sarebbe scattata una risposta armata: i familiari della vittima dell’estorsione avrebbero organizzato un agguato in via Montalbo per uccidere uno degli aggressori della notte precedente. Altri due indagati avrebbero avuto il ruolo di autisti, accompagnando i tiratori a bordo di scooter.

L’auto rubata usata per un attentato incendiario

Altri due giovani sono accusati di furto pluriaggravato di autovettura. L’auto, rubata il 12 marzo nel parcheggio di un centro commerciale di Palermo, sarebbe stata utilizzata il 28 marzo per un attentato incendiario contro un autolavaggio annesso a un distributore di carburanti in via Lanza di Scalea.

Gli investigatori ritengono che il veicolo sia stato impiegato da altri soggetti ancora in fase di identificazione.

Le bottiglie incendiarie davanti ai lidi di Isola delle Femmine

Gli ultimi due fermi riguardano invece una tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di otto attività commerciali di Isola delle Femmine. Secondo l’accusa, i due indagati avrebbero lasciato davanti alle saracinesche altrettante bottiglie contenenti liquido infiammabile, accompagnate da fogli con la richiesta di 5.000 euro.

Un episodio che si inserisce nella più ampia ondata di intimidazioni registrata negli ultimi mesi nella fascia nord-occidentale del Palermitano.

Un’escalation di violenza che preoccupa la città

L’operazione arriva dopo settimane di forte tensione segnate da raid incendiari, colpi di arma da fuoco e messaggi intimidatori rivolti a imprenditori e commercianti. Tra gli episodi più recenti figurano gli attentati contro autonoleggi, autorimesse, ristoranti e attività commerciali tra San Lorenzo, Sferracavallo e Capaci.

Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire se dietro questa escalation vi sia una regia unica e quali siano i collegamenti tra i diversi gruppi coinvolti.

La Procura precisa che gli indagati sono, allo stato attuale, soltanto gravemente indiziati di delitto. La loro eventuale responsabilità penale potrà essere accertata soltanto al termine del processo, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza sancito dalla Costituzione.

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