Peculato ai caselli autostradali tra Palermo e Messina: 266 episodi contestati, sei sospesi dal servizio
Un’inchiesta della Procura di Termini Imerese ha portato alla luce un presunto sistema di appropriazione indebita di denaro ai caselli autostradali della A20 Palermo-Messina, con 266 episodi di peculato contestati a cinque dipendenti del Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) e a un impiegato di una società privata che gestiva la rete informatica dell’ente.
Per tutti gli indagati il giudice per le indagini preliminari ha disposto la sospensione temporanea dall’esercizio del pubblico servizio per sei mesi. L’accusa contestata è quella di peculato, con riferimento all’appropriazione di somme versate dagli automobilisti a titolo di pedaggio.
L’indagine della Procura e i controlli della Polizia Stradale
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le indagini sono partite da un esposto del Consorzio Autostrade Siciliane, che aveva segnalato anomalie negli incassi ai caselli di Buonfornello, Cefalù e Castelbuono. In particolare, sarebbe emersa una discrepanza tra i transiti registrati e le somme effettivamente versate.
Gli agenti della Polizia Stradale di Buonfornello hanno quindi installato telecamere nei gabbiotti dei caselli, documentando una serie di comportamenti ritenuti illeciti. Le immagini avrebbero mostrato un sistema ripetuto nel tempo di gestione irregolare dei pagamenti in contanti.
