Morti sul lavoro e diritti: la Cgil sceglie Portella della Ginestra per la ripartenza
La giornata ha preso il via con la tradizionale deposizione di una corona di fiori nel cimitero di Piana degli Albanesi, per ricordare le vittime di quella strage che ancora oggi rappresenta un monito per la democrazia e il lavoro. Al Sasso di Barbato, davanti a centinaia di persone, è stato osservato un minuto di silenzio, seguito dalla lettura dei nomi delle vittime. Un momento carico di emozione, introdotto da Chiara Sciortino, nipote di uno dei superstiti.
La cerimonia ha visto gli interventi di figure chiave come Maria Modica, responsabile della Camera del Lavoro di Piana degli Albanesi, e i segretari generali della Cgil di Palermo e della Fillea nazionale. Mario Ridulfo ha sottolineato l’urgenza di mettere al centro temi come il salario, la sicurezza sul lavoro e un sistema sanitario universale. Antonio Di Franco ha invece denunciato il decreto del primo maggio, che privilegia gli investimenti alle imprese a discapito dei lavoratori e della sicurezza, ritenendo inaccettabile che le vittime e le loro famiglie vengano abbandonate a sé stesse.
Il corteo ha così rappresentato non solo una commemorazione, ma un grido di allarme e una chiamata all’azione, in un momento in cui il lavoro in Italia attraversa una fase critica.
