Mines e dighe minacciano la fauna selvatica in un santuario cambogiano.

Mines e dighe minacciano la fauna selvatica in un santuario cambogiano.

Il Caso di Sre Chhuk

Nel villaggio di Sre Chhuk, un’area tranquilla nel nord-est della Cambogia, Vorn Pang e Sao Thorn credevano che le loro terre fossero sicure dal rischio di sfruttamento. Nel 2018, i funzionari e le ONG ambientali avevano designato il loro terreno come parte dell’Area Protetta della Comunità di Veal Kambor, assegando ai villaggi diritti di gestione delle risorse per 15 anni in cambio di pattugliamenti e gestione delle foreste circostanti. Tuttavia, a partire dal 2020, segni di sfruttamento stavano emergendo. Le aziende minerarie hanno ottenuto concessioni all’interno della zona comunitaria, senza alcuna consultazione o compensazione per gli agricoltori locali.

“Nel 2021 si è tenuto un incontro con il Ministero dell’Ambiente e le aziende per discutere i risarcimenti, ma, a distanza di anni, non abbiamo ancora ricevuto nulla,” ha dichiarato Pang, esprimendo frustrazione per la mancanza di chiarezza e azione. Le immagini satellitari rivelano un incremento delle attività estrattive nella zona di Veal Kambor dal 2021, sottolineando la vulnerabilità di un ecosistema già in pericolo.


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