Messina, riaperto un caso di omicidio dopo 28 anni: nuovi elementi

Messina, riaperto un caso di omicidio dopo 28 anni: nuovi elementi

Matteo Bottari, allora 49 anni, era primario endoscopista e docente universitario al Policlinico di Messina quando fu assassinato con un colpo di lupara caricato a pallettoni mentre rientrava a casa lungo viale Regina Elena. La moglie lo attendeva per cena insieme a uno dei loro figli quando, quella sera, Bottari non fece più ritorno. L’agguato, compiuto con modalità brutali e pianificate, non ha mai visto l’identificazione certa di mandanti ed esecutori, e il delitto rimaneva uno dei più enigmatici della storia giudiziaria messinese.

L’inchiesta riaperta si concentra ora sulla possibile esistenza di un nesso tra tre vicende apparentemente distinte: l’omicidio di Bottari nel 1998, l’uccisione nel marzo 2013 del guardiacaccia Epifanio Zappalà nel territorio di Cesarò, e il decesso del gastroenterologo messinese Giuseppe Longo, avvenuto nel luglio 2013 per suicidio a Messina. La Procura intende verificare se ci siano elementi che colleghino questi fatti o indichino una matrice comune.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore D’Amato insieme all’aggiunto Rosa Raffa e al sostituto della Dda Piero Vinci, con le indagini affidate ai carabinieri e seguite direttamente dal comandante provinciale di Messina, il colonnello Lucio Arcidiacono. In queste settimane gli inquirenti avrebbero già ascoltato testimoni e avviato attività tecniche, incluse comparazioni investigative e balistiche, per cercare nuovi riscontri su elementi finora rimasti nel buio.

Il ruolo di Giuseppe Longo e i precedenti dell’inchiesta


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