Messina, donna uccisa dall’ex compagno: il braccialetto elettronico mai arrivato

Messina, donna uccisa dall’ex compagno: il braccialetto elettronico mai arrivato

Il fratello della vittima, Roberto, ha definito l’omicidio «un femminicidio annunciato». «Lo dicevamo da tempo a Daniela — ha spiegato — di lasciarlo. Tutta la famiglia l’aveva messa in guardia. Era violento, e ora lo abbiamo perso per sempre». I parenti della donna hanno ricordato la sua determinazione a interrompere la relazione e a proteggere se stessa e la propria famiglia dai continui episodi di violenza.

La scena del delitto, nella casa al piano terra di via Lombardia, resta impressa: finestre chiuse, condomini a testa bassa e un mazzetto di mimose con una rosa bianca vicino ai sigilli, a testimoniare il dolore e la solidarietà dei vicini.

In Aula alla Camera è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di Daniela, su richiesta della deputata M5S Gilda Sportiello e con l’adesione della collega di Fratelli d’Italia Carolina Varchi.

«Qualcosa non ha funzionato — hanno dichiarato le senatrici di Italia Viva, Raffaella Paita e Dafne Musolino —. I braccialetti elettronici sono strumenti che possono salvare tante donne, ma devono essere utilizzati correttamente e le risorse devono essere garantite».

L’episodio riapre il dibattito sulla gestione dei dispositivi elettronici per il controllo degli arresti domiciliari, con domande sul perché un uomo recidivo e già noto alle autorità non fosse stato immediatamente monitorato.

Il quadro investigativo


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