Innovativa scoperta: plastiche che si decompongono autonomamente su comando.
L’inquinamento da plastica rappresenta una crescente crisi ambientale globale che richiede attenzione. Più del 90% della plastica prodotta finisce per inquinare il nostro ambiente, danneggiando ecosistemi e comprometendo la salute umana. Il modello di produzione lineare “prendi-fai-getta” contrasta fortemente con la circolarità dei sistemi naturali. Per affrontare questo problema, i chimici dell’Università di Rutgers, negli Stati Uniti, hanno sviluppato una tecnologia innovativa capace di modificare la plastica affinché si degradi in componenti molecolari dopo un certo periodo di tempo o in risposta a segnali come la luce solare.
Questa innovazione permette di mantenere la robustezza della plastica, rendendola adatta all’uso, e successivamente consente una decomposizione automatica per facilitare il corretto smaltimento o il riutilizzo. Le trattative globali per un trattato sulla plastica sono in stallo, ma se si raggiungesse un accordo finale che responsabilizza i produttori, ciò potrebbe incentivare investimenti nelle tecnologie di auto-decostruzione della plastica, nonostante i costi superiori a quelli delle attuali tecniche produttive.
