Incendio alla Camera di Commercio di Messina, tre indagati

Incendio alla Camera di Commercio di Messina, tre indagati

Sono tre le persone iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio che ha devastato la sede della Camera di Commercio di Messina. Si tratta di Antonino Ponzini, titolare dell’impresa incaricata degli interventi sull’impianto di climatizzazione e nel Salone della Borsa, Giovanni Lazzari, direttore dei lavori, e Angelo Di Carlo, responsabile della sicurezza dell’ente camerale.

Le ipotesi di reato contestate sono disastro colposo e rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Al centro degli accertamenti della Procura ci sono, in particolare, le condizioni dei dispositivi di sicurezza antincendio e le eventuali carenze nelle dotazioni presenti nell’edificio. Gli investigatori stanno verificando l’assenza o il mancato funzionamento degli estintori nell’area interessata dal rogo.

Gli interventi di ristrutturazione sotto la lente degli inquirenti

Un altro filone dell’indagine riguarda i lavori di ristrutturazione e ammodernamento dell’impianto di climatizzazione e del Salone della Borsa. Gli interventi sarebbero stati eseguiti in un’ala diversa rispetto a quella dell’edificio direttamente coinvolta dalle fiamme. La Procura sta cercando di accertare se possa esserci un collegamento tra le attività svolte e l’incendio.

Gli approfondimenti investigativi si concentrano anche su eventuali lavori effettuati sulla copertura del palazzo. Si tratta di interventi che potrebbero essere stati eseguiti dopo le infiltrazioni d’acqua provocate dalle forti piogge che avevano interessato la zona nei giorni precedenti al rogo.

L’inchiesta coordinata dalla Procura di Messina

L’indagine è coordinata dal procuratore capo Antonio D’Amato, dall’aggiunta Assunta Musella e dalla pm Roberta La Speme. Gli accertamenti dovranno ricostruire la dinamica dell’incendio, individuare le eventuali cause e verificare se siano state rispettate tutte le prescrizioni previste in materia di sicurezza.

L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un passaggio investigativo e non costituisce un accertamento di responsabilità. Saranno gli ulteriori approfondimenti a chiarire eventuali omissioni e responsabilità nella vicenda.

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