Sembra una creatura fantastica, con il corpo azzurro e argenteo e numerose appendici che ricordano le ali di un piccolo drago. Ma il Glaucus atlanticus nasconde una caratteristica ancora più sorprendente: riesce a sfruttare le armi velenose degli animali di cui si nutre.
Un predatore che galleggia sulla superficie del mare
Il drago blu è un piccolo mollusco nudibranchio che vive sulla superficie degli oceani, soprattutto nelle acque tropicali e temperate.
A differenza della maggior parte delle lumache marine, non trascorre la propria vita sul fondale. Galleggia capovolto, sfruttando una piccola riserva di aria presente nello stomaco.
Il suo corpo può raggiungere dimensioni di pochi centimetri ed è caratterizzato da una colorazione molto particolare: la parte superiore appare argentata, mentre quella rivolta verso il basso è blu. Questa disposizione dei colori contribuisce al mimetismo nell’ambiente marino.
La sua alimentazione comprende organismi galleggianti come la caravella portoghese, la Velella e altri cnidari.
Il veleno diventa un’arma personale
La particolarità più incredibile riguarda il modo in cui utilizza le cellule urticanti delle prede.
Alcuni organismi marini possiedono cellule specializzate, chiamate nematocisti, capaci di liberare strutture pungenti e sostanze tossiche. Il drago blu riesce a ingerire queste cellule senza essere danneggiato e a conservarle in apposite strutture del proprio corpo, chiamate cnidosacchi.
In questo modo può riutilizzarle come sistema di difesa contro eventuali aggressori.
Non produce quindi autonomamente tutte le sostanze urticanti di cui dispone, ma sfrutta quelle sottratte agli organismi di cui si alimenta. Una strategia conosciuta come cleptocnidia.
La ricerca scientifica sta ancora approfondendo il funzionamento di questo sistema e il ruolo delle diverse strutture anatomiche coinvolte.
Il drago blu è un esempio straordinario di adattamento evolutivo. La sua bellezza, però, non deve ingannare: può provocare punture dolorose anche nell’uomo. Per questo motivo non va mai toccato, nemmeno quando viene trasportato dalle correnti fino alle spiagge.