Frode sull’olio extravergine: maxi operazione tra Agrigento e Messina

Frode sull’olio extravergine: maxi operazione tra Agrigento e Messina

I proventi illeciti, secondo gli investigatori, venivano “ripuliti” attraverso un articolato sistema di falsa fatturazione. Alcune imprese individuali, riconducibili agli stessi indagati, emettevano documenti contabili fittizi per mascherare l’origine dei fondi e reinserirli nel circuito legale.

L’organizzazione utilizzava inoltre benzina e carburante agricolo acquistati con accise ridotte, destinati esclusivamente all’uso in ambito agricolo, per rifornire i mezzi impiegati nel trasporto dell’olio contraffatto. In questo modo, riducevano ulteriormente i costi operativi, aumentando i profitti.

I veicoli partivano quotidianamente per rifornire le diverse province siciliane, garantendo una distribuzione continua del prodotto. Non mancavano, inoltre, spedizioni verso altre regioni italiane e verso l’estero, con particolare riferimento al mercato tedesco.

Indagini ancora in corso


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