Frode sull’olio extravergine: maxi operazione tra Agrigento e Messina

Frode sull’olio extravergine: maxi operazione tra Agrigento e Messina

Le indagini hanno permesso di accertare che gli indagati reperivano ingenti quantitativi di sostanze oleose di scarsa qualità, che venivano successivamente manipolate per simulare le caratteristiche dell’olio extravergine di oliva.

Secondo gli esami di laboratorio effettuati dall’Istituto Centrale Repressione Frodi del Ministero dell’Agricoltura, il prodotto veniva miscelato con betacarotene e clorofilla rameica, sostanze utilizzate per alterarne colore e aspetto. In questo modo, l’olio contraffatto risultava simile, almeno visivamente, a quello extravergine autentico.

Una volta “trasformato”, il prodotto veniva venduto a prezzi particolarmente bassi a esercizi commerciali, privati e laboratori alimentari, favorendo una diffusione capillare sul mercato. Questo sistema permetteva all’organizzazione di ottenere elevati guadagni, danneggiando sia i consumatori sia i produttori onesti.

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