Frana di Niscemi, il sindaco Conti: “Non è colpa della natura, l’uomo poteva intervenire”
Conti evidenzia le difficoltà operative dell’amministrazione locale, spesso lasciata sola ad affrontare una situazione complessa.
“Il Comune ha una struttura povera – spiega – e il finanziamento non è stato assegnato a Niscemi, ma alla struttura commissariale che si occupa del dissesto idrogeologico”. Secondo il sindaco, l’ente locale non ha avuto la piena disponibilità dei fondi né la possibilità di agire in autonomia, dovendo dipendere da iter burocratici lunghi e complessi.
I fondi arrivati solo nel 2025
Uno dei punti centrali riguarda i finanziamenti legati alle precedenti frane, in particolare a quella del 1997.
“I fondi per la seconda e la terza fase li abbiamo ottenuti soltanto nel dicembre del 2025 – ricorda Conti – dopo averli richiesti ogni anno dal 18 ottobre”. Si tratta delle risorse destinate alle demolizioni e agli indennizzi per i residenti con seconde case, arrivate dopo decenni di attese. Un ritardo che, secondo il sindaco, ha pesato sulla capacità di prevenzione del territorio.
In merito alle dichiarazioni del ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, secondo cui servono progetti per ottenere fondi, Conti replica con cautela. “C’è una struttura commissariale, quindi le cose stanno diversamente. Ma non voglio uno scontro politico in questo momento”.
Il sindaco preferisce mantenere un profilo istituzionale, concentrandosi sulle emergenze immediate: sfollati, scuole, viabilità e sicurezza pubblica.
