Esperti avvertono: il Nepal rischia con l’apertura di zoo privati.
Il contesto storico e le prospettive future
Il Central Zoo di Kathmandu è l’unico zoo riconosciuto e funzionante dal governo nepalese, fondato nel 1932 e ufficialmente aperto al pubblico nel 1956. Fino al 1995, era gestito dal governo, passando poi al National Trust for Nature Conservation (NTNC). Nonostante la creazione di diversi mini zoo in tutto il paese, la loro legalità è stata spesso in dubbio e le critiche riguardo al trattamento degli animali sono affiorate frequentemente.
La proposta governativa di introdurre nuove linee guida per la gestione dei zoo e dei centri di soccorso è vista da alcuni come un passo positivo verso una regolamentazione più formale. Tuttavia, ci sono lacune, specialmente nella definizione dei casi di soccorso, che lasciano spazio a potenziali abusi. La mancanza di chiarezza su cosa costituisca un caso di emergenza per un animale, come quelli feriti o orfani, potrebbe essere sfruttata per giustificare catture inappropriate.
L’idea di imitare il modello di India, che prevede licenze a tempo e controlli di conformità periodici, è fondamentale per evitare che i mini zoo diventino centri di commercio illegale di fauna selvatici. Gli esperti avvertono che la supervisione attuale, che ricade sotto gli Uffici Forestali, è inadeguata. “La maggior parte del personale è formato come forestale, non come specialista della fauna selvatica,” afferma Dahal. È quindi cruciale creare un meccanismo di regolamentazione dedicato.
