Doña Oscarina: la maestra ceramista che preserva la conoscenza indigena lungo il fiume Tiquié.
Oscarina e Rafael monitoravano cicli di coltivazione, livelli di pioggia, produzione alimentare e eventi familiari, mantenendo diari che combinavano registrazioni dettagliate con riflessioni personali. In un suo scritto, descriveva piante di manioca in fiore e api che si muovevano tra di esse, esprimendo il suo profondo amore per i campi. Ogni pianta, per lei, rappresentava una presenza vivente, collegata a un sistema complesso in cui preparazione del terreno, benedizioni rituali, salute delle piante e processi alimentari erano interconnessi.
Per approfondire queste esperienze, Oscarina ha partecipato a conferenze internazionali su cambiamenti climatici e competenze delle donne indigene, raggiungendo un pubblico più ampio, ma senza mai tradire la sua esperienza vissuta. Ha parlato di diritti territoriali, conoscenza indigena e delle sfide ambientali, comunicando con chiunque si fosse dimostrato interessato, grazie alla sua straordinaria capacità di connettersi con diverse culture.
Un legame forte l’aveva unita alla comunità: Oscarina era una fonte di ispirazione e un simbolo di giustizia sociale. La sua generosità, umorismo e pazienza erano attributi ricordati da chi ha avuto il privilegio di viaggiare con lei o di ospitarla.
Durante gli ultimi anni della sua vita, ha manifestato il desiderio di scrivere di più e contribuire a preservare il suo straordinario patrimonio di conoscenze. Ha affrontato una preoccupazione crescente riguardo al distacco delle giovani generazioni dall’agricoltura, evidenziando come l’istruzione formale potesse allontanare i giovani dal contatto diretto con la terra e le sue coltivazioni.
Oscarina ha continuato a insegnare, registrare le sue osservazioni e trasmettere ai più giovani le lezioni apprese sul campo, comunicando l’importanza di preservare queste conoscenze e tradizioni per le generazioni future.
Per ulteriori approfondimenti sulla vita e l’eredità di Doña Oscarina Caldas Azevedo, visitate il sito ufficiale di Mongabay qui.
Fonti Ufficiali:
- Mongabay Conservation News
- Rivista Aru
- Ethnological Museum di Berlino
- International Congress of Ethnobiology
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