Doña Oscarina: la maestra ceramista che preserva la conoscenza indigena lungo il fiume Tiquié.
Prima di estrarre l’argilla dalla terra, era fondamentale chiedere il permesso. «Nonna, sei lì?» chiedeva il ceramista. «Io sono la tua nipote. Sono venuta a cercarti.»
Queste parole erano rivolte a Di’i Mahso, la Nonna Argilla, che insegnava alle donne come trovare il materiale giusto e realizzare i primi vasi da cucina. Oscarina Caldas Azevedo conosceva queste parole e i profondi obblighi ecologici ad esse legati.
Un’Eredità di Tradizione e Innovazione
Nata nel 1967 a Santa Ana do Médio Tiquié, nel Brasile amazonico, Oscarina è cresciuta nella comunità di Cunuri accanto al fiume Tiquié, un paesaggio dove le comunità sono legate tra loro da corsi d’acqua, legami familiari e lingue condivise. È entrata a scuola all’età di cinque anni e, a 13 anni, si è trasferita nella missione salesiana di Pari Cachoeira, dove ha incontrato il suo futuro marito, Rafael Azevedo, con cui ha condiviso più di quattro decenni di vita.
La loro casa è diventata un centro di agricoltura, ricerca, cerimonie e insegnamento. Oscarina coltivava manioca e piante medicinali, realizzava ceramiche e insegnava alle giovani donne come trovare e preparare l’argilla, modellare i vasi e cuocerli. Rafael, a sua volta, portava con sé conoscenze di pratiche rituali, creando un profondo legame tra i loro lavori.
