Da Palermo a Bruxelles, la rete “Zero Molestie” diventa modello europeo contro la violenza di genere
L’iniziativa è già attiva in 111 comuni siciliani e continua ad allargarsi. Nelle ultime ore anche il Comune di Alcamo ha aderito ufficialmente al progetto, rafforzando ulteriormente la rete territoriale.
Le province di Ragusa, Siracusa e Agrigento hanno già completato l’adesione di tutti i comuni, mentre il percorso prosegue a Palermo e in altre regioni italiane come Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia.
Grazie alla collaborazione con l’europarlamentare Letizia Moratti, il progetto ha raggiunto anche Bruxelles, assumendo una dimensione internazionale. Il prossimo appuntamento è previsto il 19 dicembre all’Università di Pavia, dove parteciperà la mediatrice internazionale Alessia Pollina.
Picozzi: “Quello che non si dice non esiste”
Tra gli interventi più significativi quello della sostituta procuratrice generale Annamaria Picozzi, che ha posto l’attenzione sul cambiamento culturale e linguistico necessario per contrastare la violenza di genere.
“Quello che non si dice non esiste”, ha affermato Picozzi, sottolineando l’importanza di utilizzare termini come “magistrata” e “sostituta procuratrice” per superare stereotipi radicati.
La magistrata ha inoltre introdotto il concetto del “costo dell’esclusione”, evidenziando come l’emarginazione delle donne dai percorsi professionali rappresenti una perdita economica e sociale per l’intera collettività. Centrale anche il tema della parità nei congedi parentali, affinché la maternità non diventi un ostacolo lavorativo.
