Conflitto sul ruolo dei gestori ittici nella conservazione al summit sul trattato degli alti mari.
Il vertice ha evidenziato la crescente influenza di attori industriali nel sistema di governance marina. Greenpeace ha pubblicato un report secondo cui, in media, un terzo delle delegazioni nazionali nelle riunioni delle RFMOs è composto da rappresentanti dell’industria della pesca. Questo solleva interrogativi sui reali interessi coinvolti nel processo di decisione.
Prospettive Future e Sfide
Il Trattato delle Alte Mare e il BBNJ hanno l’opportunità di migliorare la governance oceanica e di rispondere alle sfide ambientali sempre più urgenti. Tuttavia, il progresso in questo campo sembra ostacolato da interessi conflittuali. L’Allianza dei Piccoli Stati Insulari ha definito il summit a New York come “deludente”, lamentando l’incapacità di raggiungere importanti accordi.
La questione della sede per il segretariato del BBNJ rimane controversa. Mentre la Cina si propone come un serio candidato, alcuni esperti esprimono preoccupazioni riguardo alla sua capacità di gestire in modo trasparente il segretariato, visto il suo ruolo come maggiore flotta da pesca d’alto mare e le sue politiche di accesso limitato all’informazione accademica.
Questo scenario richiede un approccio collaborativo e una visione comune per garantire che l’Oceano e la biodiversità marittima siano protetti efficacemente. Le nazioni devono lavorare insieme e stabilire un consenso sulle migliori pratiche per la governance marina.
