Conflitti umani creano parchi involontari, rifugi inaspettati per la fauna selvatica.
In un mondo caratterizzato da conflitti geopolitici e disastri ambientali sempre più gravi, è fondamentale che le nazioni valutino come curare queste aree divenute malsane per l’umanità, trasformandole in parchi involontari, e quale ruolo la conservazione possa giocare in questo processo di recupero.
Parchi Involontari: Umanità e Natura in Conflitto
Non ci sono molti luoghi sulla Terra altrettanto inquietanti e ironici quanto i parchi involontari — spazi troppo tossici o pericolosi per la vita umana, che paradossalmente sono diventati santuari per la vita selvatica. Questi siti, così come il termine coniato dallo scrittore di fantascienza Bruce Sterling suggerisce, non sono stati creati per scopi di conservazione e in molti casi non sono nemmeno riconosciuti ufficialmente come riserve.
Alcuni di questi parchi includono ex complessi nucleari, militari o industriali, siti di disastri ambientali significativi e persino campi di battaglia pieni di munizioni inesplose. I segni di avvertimento delle mine, come quelli in Bosnia ed Erzegovina, sono un ricordo perpetuo delle guerre recenti. Dalla guerra in Ucraina, le mine hanno reso ampie zone inaccessibili e in altri paesi come Afghanistan, Cambogia e Iraq, la situazione non è migliore.
