Condannato il boss-costruttore Franco Bonura: 18 anni per mafia, estorsioni e affari illeciti
L’indagine ha ricostruito quello che gli inquirenti definiscono un tentativo di rientro attivo di Bonura nel tessuto degli affari illeciti, nonostante la lunga detenzione già scontata per reati di mafia. Il suo ruolo sarebbe stato quello di mediatore e punto di riferimento per la costruzione di nuovi equilibri criminali, in particolare nel settore delle attività economiche e dell’edilizia.
Nel corso dell’inchiesta sono emersi anche i nomi di altri soggetti ritenuti vicini all’organizzazione, tra cui figure indicate come nuovi referenti criminali in crescita. Gli investigatori hanno descritto un sistema ancora capace di generare contatti e relazioni, anche attraverso incontri riservati e monitorati nel tempo.
Secondo quanto emerso dalle carte dell’accusa, Bonura avrebbe mantenuto un forte prestigio criminale, consolidato nel tempo e riconosciuto anche da altri appartenenti a contesti mafiosi. Un profilo che, già in passato, era stato oggetto di analisi giudiziarie e investigative, anche da parte di Giovanni Falcone, e descritto da collaboratori di giustizia come un esponente di rilievo della criminalità organizzata palermitana.
