Catania, 32 animali ammassati in gabbie sporche in un garage: denunciato un 55enne
Venti cuccioli di cane e dodici furetti sono stati trovati in condizioni igieniche precarie a Librino. Alcuni cagnolini erano malnutriti e diversi animali erano privi di microchip. Scattati il sequestro e l’affidamento al soccorso veterinario.
Il controllo dopo i latrati provenienti dal garage
Venti cagnolini e dodici furetti stipati in gabbie piccole e sporche, all’interno di un garage privo dei requisiti minimi per garantire il benessere degli animali. È quanto scoperto dalla Polizia di Stato nel quartiere Librino, a Catania, durante un servizio di pattugliamento del territorio.
A insospettire gli agenti della squadra volanti della Questura sono stati i latrati insistenti provenienti dall’interno del locale. I poliziotti hanno quindi avviato gli accertamenti, riuscendo in pochi minuti a rintracciare i proprietari dell’immobile, una coppia catanese.
All’interno del garage, il marito, un uomo di 55 anni, avrebbe detenuto cuccioli di diverse razze e furetti in condizioni incompatibili con le loro esigenze. Gli animali erano ammassati in spazi ristretti e in un ambiente caratterizzato da scarse condizioni igieniche.
Cuccioli malnutriti e animali senza microchip
Per verificare lo stato di salute degli animali è stato richiesto l’intervento dei medici veterinari del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catania. Durante i controlli sono emerse condizioni di malnutrizione per alcuni cuccioli e l’assenza del microchip in diversi esemplari.
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti del settore ambientale della Polizia Locale, che hanno sanzionato il proprietario del garage per 2.700 euro.
I poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico hanno proceduto al sequestro dei 32 animali, affidandoli al soccorso veterinario affinché potessero ricevere le cure e l’assistenza necessarie.
Il 55enne è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per le ipotesi di reato di maltrattamento di animali e detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura.
Resta ferma la presunzione di innocenza dell’indagato fino a un’eventuale condanna definitiva. L’intervento ha consentito di sottrarre gli animali a una situazione di grave disagio e di avviare le verifiche necessarie per tutelarne la salute e il benessere.
