Carcere di Enna resta alta la tensione: detenuti ammassati, il sindacato lancia l’allarme
Numerosi i messaggi di vicinanza agli agenti coinvolti nella gestione della rivolta.
Tra questi quello del presidente provinciale di Fratelli d’Italia e sindaco di Piazza Armerina, Nino Cammarata, che ha sottolineato la necessità di continuare a investire nel comparto della sicurezza e di sostenere concretamente la Polizia penitenziaria.
“Garantire sicurezza a chi serve lo Stato significa garantire sicurezza a tutti i cittadini”, ha dichiarato.
Il sindacato: “Enna è solo un’avvisaglia”
Ancora più duro l’allarme lanciato dal Sindacato Polizia Penitenziaria F.S.A.-C.N.P.P./S.PP., che definisce quanto accaduto a Enna “solo un’avvisaglia” di ciò che potrebbe verificarsi negli istituti penitenziari siciliani durante l’estate.
In una nota firmata dal vice segretario generale Aldo Di Giacomo e dai segretari nazionali per la Sicilia, il sindacato evidenzia come la rivolta sia stata contenuta grazie al lavoro degli agenti, nonostante una cronica carenza di organico: nel carcere di Enna operano infatti 98 poliziotti penitenziari a fronte di una pianta organica prevista di 113 unità, mentre i detenuti sono 214 a fronte di una capienza regolamentare di 167 posti.
Sovraffollamento e carenza di personale
Secondo il report del sindacato, nelle 23 carceri siciliane sono presenti 7.062 detenuti, dato aggiornato al 3 luglio, mentre il personale di Polizia penitenziaria ammonta a 3.711 unità, con forti carenze soprattutto negli istituti di Palermo, Catania e Siracusa.
Le situazioni più critiche riguardano il carcere Pagliarelli di Palermo, con 1.428 detenuti a fronte di una capienza di 1.166 posti, la casa circondariale di Piazza Lanza a Catania, con 466 detenuti per 279 posti disponibili, e Siracusa, dove sono reclusi 727 detenuti a fronte di una capienza di 545.

