Finanziere arrestato a Palermo: “Passava informazioni in cambio di gasolio scontato”

Finanziere arrestato a Palermo: “Passava informazioni in cambio di gasolio scontato”

Guardia di Finanza - fonte pexels - Sicilianews24.it

Un finanziere in servizio presso il Gruppo della Guardia di Finanza di Termini Imerese è stato arrestato e condotto in carcere, mentre un imprenditore locale del settore della distribuzione di carburanti è stato posto ai domiciliari. È questo l’esito di un’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della Procura, ed eseguita dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo.

Per entrambi gli indagati si procede, a vario titolo, per i reati di rivelazione di segreti d’ufficio, corruzione, peculato e falsità ideologica.

L’indagine è stata condotta dalle stesse Fiamme Gialle palermitane, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Termini Imerese.

Le accuse: informazioni riservate in cambio di carburante

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il militare avrebbe fornito all’imprenditore informazioni riservate riguardanti i turni di servizio e la dislocazione delle pattuglie sul territorio.

In cambio, avrebbe ricevuto forniture di gasolio a prezzo agevolato, in particolare carburante per uso agricolo venduto con uno sconto legato alla mancata applicazione delle accise dovute.

Un sistema ritenuto dagli inquirenti riconducibile a un presunto scambio corruttivo, basato sulla violazione dei doveri d’ufficio e sulla diffusione di dati sensibili relativi all’attività di controllo del territorio.

Il caso del peculato e la merce contraffatta

Nel corso delle indagini è emerso anche un ulteriore episodio contestato al finanziere. Durante un’attività di polizia giudiziaria, il militare si sarebbe appropriato di alcune borse e zaini contraffatti recanti marchi di note griffe della moda, che avrebbero dovuto essere sottoposti a sequestro.

Secondo l’ipotesi accusatoria, tali beni non sarebbero stati correttamente destinati alla procedura di sequestro, configurando così il reato di peculato.

L’operazione è stata sviluppata nell’ambito di un’attività investigativa interna condotta dal Comando Provinciale di Palermo, sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria.

Gli inquirenti hanno ricostruito nel dettaglio la presunta rete di scambi illeciti tra il militare e l’imprenditore, finalizzata a ottenere vantaggi economici e informazioni riservate utili a eludere i controlli sul territorio. In una nota, la Guardia di Finanza ha sottolineato come l’operazione confermi la costante attenzione del Corpo nel contrasto a comportamenti contrari ai principi di correttezza, trasparenza, lealtà e integrità che devono caratterizzare l’operato dei propri appartenenti.

L’inchiesta si trova ora nella fase preliminare e le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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