Carcere di Enna resta alta la tensione: detenuti ammassati, il sindacato lancia l’allarme
A ventiquattro ore dalla violenta rivolta che ha devastato la casa circondariale di Enna, il carcere continua a vivere una situazione di forte emergenza. I danni provocati dai disordini ammonterebbero a centinaia di migliaia di euro e una parte dell’impianto elettrico risulta ancora inutilizzabile.
Gli otto detenuti arrestati dopo la sommossa sono stati trasferiti durante la notte in altri istituti penitenziari, mentre tutti gli altri sono rimasti all’interno del carcere ennese. Per far fronte ai locali resi inagibili, i reclusi sono stati concentrati nelle sezioni rimaste utilizzabili, con celle che ospitano anche otto o dieci persone.
Polizia penitenziaria allo stremo
Il clima all’interno dell’istituto resta particolarmente teso. A pesare è anche la situazione del personale della Polizia penitenziaria, chiamato a sostenere turni di lavoro sempre più pesanti.
“Non ce la facciamo più – racconta un agente che preferisce restare anonimo – dopo turni di dieci o dodici ore torniamo a casa e veniamo richiamati per nuove emergenze. Non viviamo più”.
Secondo quanto trapela, per la gestione dell’emergenza il Provveditorato regionale avrebbe fatto ricorso al Gruppo di Intervento Regionale (GIR), composto da agenti provenienti da altri istituti siciliani, anziché impiegare il Gruppo di Intervento Operativo (GIO), presente a Enna ma che non sarebbe intervenuto all’interno della struttura.

