Blitz antiracket a Palermo, il “libro mastro” delle estorsioni scoperto in carcere
Le intercettazioni raccolte dagli investigatori rappresentano uno degli elementi principali dell’indagine e hanno consentito di ricostruire non solo la pianificazione degli attentati, ma anche i rapporti tra mandanti ed esecutori.
Dalle conversazioni emerge infatti che, in alcuni casi, gli autori materiali delle intimidazioni ritenevano insufficiente il compenso ricevuto. Nelle chat WhatsApp sequestrate si susseguono discussioni e contestazioni sulle somme pattuite, con richieste di denaro aggiuntivo rivolte a chi aveva commissionato gli atti intimidatori.
Un’inchiesta che svela il sistema del racket
L’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia ha acceso i riflettori su un sistema estorsivo che, secondo l’accusa, continuava a operare anche attraverso ordini impartiti dal carcere. Il ritrovamento del presunto “libro mastro” e le intercettazioni hanno consentito agli investigatori di ricostruire una rete di intimidazioni che avrebbe coinvolto numerose attività economiche del Palermitano.
Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità e individuare eventuali altre vittime del racket.
