Blitz antiracket a Palermo, il “libro mastro” delle estorsioni scoperto in carcere

Blitz antiracket a Palermo, il “libro mastro” delle estorsioni scoperto in carcere

Nella richiesta di fermo, i magistrati della Dda di Palermo sottolineano come il manoscritto contenesse i nomi di numerosi esercizi commerciali già colpiti da intimidazioni.

Tra le attività citate figurano la Pizzeria Ulisse, i ristoranti Delfino, Temptation, Frontemare, Brigantino, Grecale e La Barca, oltre al parcheggio Natoli e all’autonoleggio Sicily by Car.

Per gli investigatori, le cifre riportate accanto ai nomi corrisponderebbero agli importi richiesti o da richiedere alle vittime come pagamento del pizzo.

Gli attentati “pagati” 400 euro

Dall’inchiesta emerge anche il tariffario utilizzato per remunerare gli esecutori materiali delle intimidazioni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, chi incendiava attività commerciali o strutture prese di mira dalla rete estorsiva riceveva generalmente 400 euro.

È il caso di Gian Mattia Celestino, che avrebbe percepito 400 euro per l’incendio del distributore Eni di Capaci, mentre al suo accompagnatore sarebbero andati 100 euro.

La stessa cifra, 400 euro ciascuno, sarebbe stata corrisposta a Rosario Piazza e Baldassare Rizzuto per l’attentato incendiario contro la sede della rivendita di auto usate della compagnia di autonoleggio Sicily by Car, a Villagrazia di Carini. Anche il furto delle automobili utilizzate per compiere gli attentati aveva un compenso stabilito: 200 euro per ogni veicolo sottratto.

Le lamentele degli esecutori nelle chat


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