Aurora Quattrocchi vince il David di Donatello a 83 anni: “Voglio continuare a lavorare”
Quattrocchi appartiene alla stagione irripetibile del teatro indipendente palermitano, quello dei piccoli spazi, delle prove interminabili e delle compagnie spesso precarie ma artisticamente fertili. Un ambiente duro, dove si lavorava senza certezze ma con una libertà creativa assoluta.
È in quel contesto che l’attrice ha trovato la propria strada, trasformando una formazione irregolare in una cifra stilistica riconoscibile.
“Continuo a lavorare finché campo”
Dopo il premio a Locarno e ora il David di Donatello, “Gioia mia” rappresenta il coronamento di un percorso lungo e coerente. Ma per l’attrice non si tratta di un punto di arrivo.
“Non me ne frega un fico secco degli anni che vanno e che vengono – ha dichiarato – possono passare come vogliono, basta che lavoro. Mi piace troppo questo mestiere per stare a casa a fare l’uncinetto. Continuerò a farlo finché campo, rimanendo a Palermo, bellissima e incivile insieme, ma sempre casa mia”.
