Attivisti indigeni richiedono protezioni dei diritti per i data center AI.
Risonanza Globale e Iniziative Indigene
L’ondata crescente di litigiosità legata ai centri di dati sta anche attirando l’attenzione internazionale. Recentemente, un tribunale ambientale in Cile ha sospeso la costruzione di un centro di dati Google, evidenziando che l’impatto ambientale non era stato adeguatamente considerato. Le comunità indigene nel mondo stanno cercando di ottenere ascolto e giustizia rispetto ai progetti che minacciano la loro sopravvivenza.
In Canada, alcune nazioni indigene hanno iniziato a investire nei data center, assumendo un ruolo attivo come stakeholder. La Woodland Cree First Nation ha annunciato un progetto da 650 MW che utilizzerà una centrale inattiva per generare energia. Questo sviluppo è facilitato dalla consapevolezza che le comunità indigene possono trarre benefici economici dall’evoluzione tecnologica.
Collaborazione e Responsabilità
In Nuova Zelanda, l’iniziativa Te Kāhui Raraunga dimostra come alcune nazioni tribali stiano esplorando iniziative di AI che rispettano i diritti indigeni. Hanno sviluppato modelli di governance dei dati Māori per garantire che le priorità della comunità vengano rispettate.
Un punto fondamentale emerso dagli attivisti indigeni durante l’incontro EMRIP è che la partecipazione significativa deve essere garantita in tutte le fasi di sviluppo delle iniziative di AI. “Non dobbiamo solo chiederci cosa può fare l’AI, ma anche cosa dovrebbe fare”, ha affermato una partecipante.
