Affido condiviso degli animali domestici nelle separazioni: come fosse un figli
In Italia, invece, non esiste ancora una legge organica che disciplini l’affidamento degli animali domestici in caso di separazione. Secondo l’attuale ordinamento, cani e gatti sono ancora considerati beni mobili, anche se la giurisprudenza ha riconosciuto sempre più il loro valore affettivo. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Questo significa che, in caso di separazione:
– la gestione dell’animale viene decisa dagli accordi tra le parti;
– in assenza di accordo interviene il giudice;
– la valutazione tiene conto soprattutto del benessere dell’animale.
In molti casi i tribunali hanno ammesso soluzioni di tipo “condiviso”, anche se non esiste una disciplina specifica che lo imponga.
Come decidono i giudici italiani
Quando la coppia non trova un accordo, il giudice può stabilire a chi affidare l’animale, oppure prevedere forme di visita o gestione alternata. Non si guarda solo alla proprietà formale, ma anche a:
– chi si è occupato maggiormente dell’animale;
– le condizioni di vita che può garantire ciascun partner;
– il legame affettivo con l’animale.
Si tratta però di decisioni caso per caso, senza uno schema fisso come avviene in Brasile.
