Carburanti, stop allo sconto sul gasolio: rischio rincari alla pompa

Carburanti, stop allo sconto sul gasolio: rischio rincari alla pompa

Caro benzina - fonte pexels - Sicilianews24.it

Rischio aumenti per il gasolio dopo la scadenza del taglio delle accise di 4,9 centesimi al litro, Iva compresa. Il provvedimento, introdotto con il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 28 ottobre, non è stato prorogato. Intanto, il governo lavora al nuovo decreto Bollette, destinato a ridurre i costi dell’energia per le imprese, ma la sua approvazione è stata rinviata per rilievi della Ragioneria dello Stato.

Gasolio, scaduto il taglio delle accise

Il taglio delle accise sul gasolio, pari a 4,88 centesimi al litro comprensivi di Iva, è scaduto il 7 novembre senza che nella Gazzetta Ufficiale risultasse una proroga.

La misura prevedeva una riduzione dell’accisa di 632,90 euro per mille litri e aveva l’obiettivo di contenere temporaneamente il costo del carburante.

Secondo le stime di Adusbef, la fine dello sconto potrebbe tradursi in una maggiore spesa di 2,44 euro per un pieno da 50 litri, qualora la variazione fiscale fosse trasferita integralmente sul prezzo finale.

L’associazione osserva tuttavia che il recente andamento delle quotazioni petrolifere potrebbe attenuare gli effetti della scadenza.

«L’andamento delle quotazioni petrolifere degli ultimi giorni apre uno spiraglio alla possibilità di ulteriori cali alla pompa indipendentemente dallo sconto fiscale», sottolinea Adusbef.

Benzina sopra i 2 euro, gasolio a 2,224 euro

Secondo le ultime rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy riportate nel testo, il prezzo medio nazionale dei carburanti in modalità self-service è tornato a salire.

La benzina ha raggiunto 2,001 euro al litro, mentre il gasolio si è attestato a 2,224 euro al litro.

Il ministero ha precisato che, grazie alle politiche commerciali adottate dalle principali compagnie, in gran parte della rete stradale i prezzi self-service restano inferiori a 2 euro al litro per la benzina e a 2,20 euro per il gasolio.

Il Brent, nel frattempo, ha registrato un deprezzamento del 16,2% in pochi giorni, un andamento che potrebbe favorire una successiva riduzione dei listini.

Decreto Bollette, approvazione rinviata

Sul fronte dell’energia elettrica, il governo conferma l’intenzione di procedere con il nuovo decreto Bollette, che punta a ridurre i costi energetici per le imprese.

Secondo le stime di Confcommercio, il provvedimento potrebbe determinare un risparmio fino al 10% sulle bollette elettriche aziendali.

La misura arriva dopo un terzo trimestre del 2026 caratterizzato da forti aumenti della spesa energetica: +133% per i bar, +68% per gli alberghi e +67% per le grandi superfici, secondo i dati citati dall’associazione.

Più prudente la valutazione del think tank sul clima Ecco, che stima un risparmio di appena 1,4 euro al mese.

Il nodo della copertura finanziaria

Il rinvio dell’approvazione del decreto Bollette è legato ai rilievi della Ragioneria dello Stato su una disposizione contenuta nell’articolo 9.

La norma prevede che i proventi della vendita, nel 2026, del gas stoccato nel 2022 durante la crisi energetica vengano utilizzati da Arera per ridurre nel 2027 le bollette del gas delle imprese energivore.

La Ragioneria ha sollevato una questione di contabilità pubblica che ha impedito il via libera al testo durante la precedente riunione del Consiglio dei ministri.

Il Ministero dell’Economia ha avviato un confronto con l’Unione europea per chiarire la questione.

Il governo punta a riportare il provvedimento in Consiglio dei ministri senza modifiche sostanziali.

Per famiglie e imprese si apre dunque una fase di incertezza: da una parte la possibile risalita dei prezzi del gasolio dopo la scadenza dello sconto fiscale, dall’altra l’attesa per le misure destinate a contenere il costo dell’energia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *