Caporalato digitale nel food delivery: indagine a Messina su rider sottopagati
Un’inchiesta della Procura di Messina ha portato alla luce una pratica di caporalato digitale nel settore del food delivery, coinvolgendo l’amministratore unico e tre collaboratori di una società locale. L’operazione ha evidenziato come i rider, per lo più studenti universitari e giovani disoccupati, venissero pagati appena tre euro a consegna e coordinati tramite chat su WhatsApp, obbligati a rispettare ritmi di lavoro intensi e controlli costanti.
Secondo l’accusa, i fattorini erano costretti a utilizzare mezzi propri per effettuare le consegne, spesso percorrendo strade in condizioni di rischio pur di raggiungere una soglia minima di guadagno. I compensi percepiti risultavano, in alcuni casi, inferiori alla metà di quanto stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL), esponendo i lavoratori a stress fisico e pericoli sulla strada.
