Zone di sicurezza per gli avvoltoi in Africa affrontano sfide nelle ampie terre selvagge.
Progetti di aree protette e successi a lungo termine
Negli ultimi dieci anni, diversi progetti di questo tipo hanno preso piede in Africa, ognuno adottando varie misure per proteggere gli avvoltoi. Secondo Danielle du Toit, operatrice sul campo per il Endangered Wildlife Trust, “l’idea è che sia pertinente in termini di nidificazione, riposo, foraggiamento o utilizzo del terreno per questi uccelli”. La creazione di zone protette è guidata da diverse ONG in Botswana, Sudafrica, Mozambico, Zambia, Zimbabwe e Nigeria, con un obiettivo comune.
Qualche mese prima della prima zona sicura africana, il BirdWatch Zambia ha dichiarato una zona protetta nel paese dell’Africa meridionale, coprendo circa 474.000 ettari che comprendono riserve di caccia e fattorie. Questo sforzo è mirato a ridurre le minacce agli avvoltoi e garantire che queste specie prosperino nei loro habitat. Sebbene inizialmente si sia concentrato sulla lotta all’avvelenamento accidentale causato dal diclofenac, ora le misure si stanno ampliando per affrontare anche altre minacce, come l’avvelenamento intenzionale, il bracconaggio e la perdita di alberi per la nidificazione.
L’efficacia di queste zone è continuamente dibattuta. Esperti come André Botha, co-presidente del Vulture Specialist Group dell’IUCN, affermano che “in alcune istanze, ci sono lavori significativi in corso”, mentre in altre, “le zone sono solo sicure di nome”. È quindi essenziale stabilire criteri chiari e standardizzati per garantire che queste aree siano realmente efficaci nella protezione degli avvoltoi.
