Università di Palermo lancia modello innovativo per prevedere accumulo di microplastiche nel Mediterraneo.
Il Problema delle Microplastiche nel Mediterraneo
Il Mediterraneo, sebbene rappresenti solo l’1% dell’acqua marina globale, è un bacino altamente inquinato, contenente circa il 7% delle microplastiche (MP) presenti negli oceani. Ogni anno, oltre 100.000 tonnellate di plastica entrano nel mare, accumulandosi lungo le coste e nei fondali, a causa della sua natura semi-chiusa che ostacola il deflusso. Le microplastiche, a causa del lungo tempo di degradazione dei materiali plastici, pongono delle gravi minacce non solo agli organismi marini, ma anche alla salute umana.
Le microplastiche possono rilasciare additivi tossici e fungere da vettori per inquinanti, patogeni, e geni di resistenza agli antibiotici. Quando ingerite dalla fauna marina e, successivamente, dall’uomo attraverso la catena alimentare, queste particelle rappresentano un rischio serio poiché sono difficilmente eliminabili. Nonostante la documentazione abbondante riguardo alla proliferazione della plastica nel mare, la comprensione dei meccanismi di trasporto e distribuzione delle microplastiche resta limitata.
MAESTRI: Un Progetto Innovativo per Il Futuro del Mediterraneo
Una delle questioni più urgenti riguarda quali rotte seguano le particelle di plastica e come fattori come le correnti marine, i venti e i cicli di circolazione costiera influenzino il loro movimento e accumulo. Per affrontare questa problematica complessa, si è sviluppato il progetto MAESTRI, acronimo di “Modelli previsionali di accumulo di microplastiche in aree marine costiere, effetti sulla biodiversità e strategie per ridurre l’inquinamento”. Coordinato dall’Università di Palermo, MAESTRI si propone di realizzare il primo modello previsionale di accumulo di microplastiche nel Mediterraneo centrale.
Questo modello avanzato sarà in grado di descrivere, simulare e prevedere la distribuzione delle microplastiche nei prossimi dieci anni, identificando le zone costiere più vulnerabili e chiarendo le dinamiche che portano alla loro concentrazione. Il progetto è supportato con 1,5 milioni di euro dal Programma INTERREG Italia-Malta e prevede un periodo di attività dal maggio 2025 fino al 2027.
Il team di ricerca è guidato dai professori Fabrizio Pepe, Gianluca Sarà e Marta Corradino del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell’Università di Palermo, in collaborazione con i Dipartimenti di Ingegneria dell’Università di Messina e di Scienze Biologiche, Geologiche e dell’Ambiente dell’Università di Catania, insieme al CNR di Messina e al Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Malta. Il Ministero dei Lavori Pubblici di Malta partecipa attivamente al progetto, evidenziando l’importanza di un approccio collaborativo per affrontare l’inquinamento da microplastiche.
I coordinatori del progetto, spiegano: “Il Mar Mediterraneo è oggi uno degli hotspot mondiali dell’inquinamento da microplastiche. Grazie alla multidisciplinarietà del progetto MAESTRI, che integra competenze di geologia, biologia marina, ingegneria e chimica, intendiamo fornire strumenti scientifici concreti per prevedere dove si accumuleranno le microplastiche. Comprendere le dinamiche di trasporto e concentrazione è essenziale per identificare le aree più vulnerabili, stimare la permanenza della plastica in mare e prevenire il suo ingresso nelle reti trofiche. Questo ci permetterà di valutare e mitigare i rischi ecologici e sanitari.”
Implicazioni Future e Azioni Necessarie
È cruciale affrontare il problema delle microplastiche nel Mediterraneo, non solo per la protezione dell’ambiente marino, ma anche per salvaguardare la salute pubblica. Un monitoraggio sistematico e un’analisi dettagliata delle microplastiche possono rappresentare un passo importante verso la riduzione dell’inquinamento. La capacità di identificare le zone di accumulo e le fonti di ingresso della plastica, può contribuire allo sviluppo di strategie di protezione più efficaci e a campagne di sensibilizzazione per la popolazione.
Inoltre, il coinvolgimento di istituzioni, università e ricercatori è fondamentale per generare un cambiamento significativo. È necessario lavorare insieme per proporre leggi più severe e normative che regolano l’uso della plastica. Promuovere l’economia circolare e incoraggiare pratiche di riciclaggio possono contribuire a ridurre l’entrata di plastica nel Mediterraneo e, di conseguenza, a minimizzare il rischio per l’ecosistema e per la salute umana.
Per ulteriori informazioni e aggiornamenti sul progetto MAESTRI, è possibile consultare le fonti ufficiali dell’Università di Palermo, del CNR e dei partner coinvolti nel progetto.
-Foto ufficio stampa-(ITALPRESS).
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