Truffa ai correntisti, sgominata rete, vittime anche nel palermitano
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima ha ricevuto un messaggio apparentemente proveniente dal suo istituto di credito, con l’avviso di un’operazione sospetta sul conto e l’invito a contattare un numero telefonico.
Al primo contatto è seguita una telefonata da parte di un sedicente operatore bancario, che, con tono rassicurante ma pressante, ha convinto la donna della necessità di effettuare una serie di bonifici “di sicurezza”. In realtà, le somme venivano trasferite verso conti gestiti dalla rete criminale, con l’obiettivo di sottrarre ingenti somme senza lasciare tracce immediate.
Il ruolo dei tre indagati
Dalle indagini, supportate anche da perquisizioni domiciliari, è emerso che la rete era organizzata in maniera precisa:
Primo componente: gestiva direttamente i conti correnti destinati a ricevere le somme sottratte alle vittime.
Secondo componente: metteva a disposizione ulteriori strumenti finanziari utili per la canalizzazione del denaro, facilitando il trasferimento verso conti esterni.
Terzo componente: curava lo smistamento rapido dei fondi verso altri rapporti bancari, rendendo difficile la tracciabilità delle operazioni.
Grazie a queste operazioni, i carabinieri hanno proceduto al sequestro di carte di pagamento, documentazione bancaria e altro materiale ritenuto utile ai fini dell’inchiesta.
