Tetto del 30% agli studenti stranieri, cosa dicono i numeri: in Sicilia oltre 30 mila alunni
C’è però un altro numero che aiuta a leggere meglio il fenomeno. Dei circa 931 mila studenti con cittadinanza non italiana, il 65,2% è nato in Italia, oltre 607 mila bambini e ragazzi. Undici anni prima la quota era del 51,7%.
Questo significa che la definizione statistica di “alunno straniero” non coincide necessariamente con quella di studente arrivato recentemente dall’estero. Un bambino nato a Palermo, Catania o Ragusa da genitori stranieri, infatti, può rientrare nella categoria degli alunni con cittadinanza non italiana pur essendo nato e cresciuto in Italia.
Anche la distribuzione geografica è fortemente disomogenea. Oltre il 65% degli alunni con cittadinanza non italiana frequenta scuole delle regioni settentrionali: il 37,6% nel Nord-Ovest e il 27,4% nel Nord-Est. Il Centro raccoglie il 21,4%, mentre il Sud si ferma al 9,5% e le Isole al 3,8%.
La soglia del 30%, dunque, non descrive la situazione della scuola italiana nel suo complesso. L’ultimo dato disponibile per questo specifico indicatore, relativo al 2022/2023, registra 4.223 scuole italiane nelle quali la presenza di alunni con cittadinanza non italiana superava il 30%. Di queste, 2.257 erano nella fascia compresa tra il 30% e meno del 40%, mentre 1.966 raggiungevano o superavano il 40%.
Ma anche questo dato va letto insieme alla composizione della popolazione scolastica: considerando esclusivamente gli studenti stranieri nati all’estero, la quota delle scuole con oltre il 30% scendeva allo 0,6%.
La Sicilia: 30.174 alunni stranieri e una situazione molto diversa dal Nord
È soprattutto guardando alla Sicilia che emerge quanto siano differenti le realtà territoriali. Secondo i dati ufficiali del Ministero dell’Istruzione relativi al 2024/2025, nell’Isola risultano 30.174 alunni con cittadinanza non italiana: 5.263 nella scuola dell’infanzia, 10.534 nella primaria, 6.771 nella secondaria di primo grado e 7.606 nella secondaria di secondo grado.
L’incidenza regionale è del 4,1%, una quota molto lontana dall’11,6% della media nazionale. La Sicilia è quindi tra le regioni italiane nelle quali la presenza degli alunni con cittadinanza non italiana è relativamente più contenuta.
All’interno dell’Isola, però, la situazione cambia sensibilmente da provincia a provincia. Ragusa rappresenta il caso più evidente: l’incidenza degli alunni con cittadinanza non italiana arriva a circa il 13%, più del triplo della media regionale. È un dato legato anche alla particolare struttura economica e occupazionale del territorio e alla presenza di numerose famiglie straniere.
La distribuzione regionale non è dunque uniforme. La presenza degli studenti con cittadinanza non italiana si concentra soprattutto in alcune aree, mentre in altre rimane decisamente più bassa. Ed è proprio questa concentrazione territoriale a rendere complessa l’applicazione uniforme di una soglia nazionale.
Il dato storico sulla soglia del 30% conferma questa differenza. Nell’anno scolastico 2022/2023 erano 98 le scuole siciliane che superavano il 30% di alunni con cittadinanza non italiana: 41 nella fascia tra il 30% e meno del 40% e 57 con una quota pari o superiore al 40%.
La provincia con il numero più alto era Ragusa, con 34 istituti oltre la soglia: 11 nella fascia 30-40% e 23 oltre il 40%. Seguiva Messina con 21, mentre Palermo e Catania erano entrambe a quota 12. C’erano poi 7 istituti a Caltanissetta, 5 ad Agrigento, 4 a Siracusa, 2 a Trapani e uno a Enna.
Il confronto con il dato nazionale è significativo: le scuole siciliane oltre il 30% rappresentavano una quota molto più ridotta rispetto alle 4.223 registrate complessivamente in Italia.
