Sutera come Niscemi: un quartiere sospeso nel vuoto tra paura e abbandono
Il fenomeno non è improvviso: circa quindici anni fa i primi movimenti franosi avevano già provocato rotture nelle condotte idriche, prontamente riparate da Caltaqua. Nonostante gli interventi tampone, la frana ha continuato ad avanzare, accelerando un processo oggi fuori controllo. L’ultimo episodio, avvenuto martedì sera, ha visto il crollo di un tratto di muro al centro della strada, generando panico tra gli abitanti e richiedendo l’intervento urgente dei vigili del fuoco e dell’ufficio tecnico comunale.
Negli anni non sono mancati tentativi di contenimento, ma spesso gli interventi, come la posa di calcestruzzo sulle aree più compromesse, hanno aggravato la situazione, aumentando il peso su un terreno già fragile.
Il volto umano della frana
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti e hanno un volto umano. Alcune famiglie hanno già ricevuto ordini di sgombero, altre vivono con la paura costante di dover lasciare la propria casa da un momento all’altro. Alcuni residenti hanno perso tutto, altri non possono più rientrare nelle proprie abitazioni, trasformando il quartiere in una zona fantasma.
Il rischio riguarda ormai l’intero tessuto urbano del paese, arroccato attorno al monte San Paolino, a circa 820 metri di altitudine. Un equilibrio geografico e naturale che si sta spezzando, aggravato dall’isolamento viario: le strade Sutera-Campofranco e Sutera-Mussomeli risultano spesso chiuse o pericolose, rendendo ancora più difficile la vita quotidiana dei cittadini.
