Successo della conservazione nelle comunità amazzoniche: costi e sfide affrontate.
Un Incontro tra Tradizione e Scienza
Nelle comunità rurali che vivono vicino al fiume Juruá, un affluente dell’Amazzonia, i pescatori si alternano nel proteggere gli ingressi dei laghi a mezzaluna. Considerato il fiume più tortuoso dell’intera regione, il Juruá crea numerosi corpi idrici stagnanti. Dalle torrette di legno costruite sull’acqua, i membri della comunità vigilano contro i bracconieri che cercano di catturare illegalmente il pirarucu (Arapaima gigas), vitale per la sicurezza alimentare delle comunità.
Lo studio ha evidenziato che la conservazione comunitaria non si limita a proteggere il pirarucu e i laghi, ma crea anche collegamenti vitali tra ecosistemi di pianura alluvionale e montano. Limitando l’accesso ai forestieri, confiscando attrezzature da bracconaggio e segnalando attività illecite, le comunità salvaguardano le risorse naturali e i loro mezzi di sussistenza. Certamente, questo impegno comporta un costo significativo: durante le pattuglie, i guardiani devono sostenere le spese di sorveglianza, trascorrendo giornate lontano dai loro lavori e affrontando il rischio di incontri pericolosi con i bracconieri, tutto senza compenso.
Le comunità adotta un approccio di gestione collettiva e sostenibile, che valorizza la cooperazione tra i membri e le conoscenze locali. Questa strategia non solo contribuisce alla salvaguardia della biodiversità, ma migliora anche le fonti di reddito per le popolazioni locali. Per valutare l’impatto della gestione comunitaria del pirarucu, i ricercatori hanno analizzato 14 comunità che monitorano 96 laghi a mezzaluna lungo il fiume Juruá, con alcune comunità che sovraintendono fino a 13 laghi.
La sorveglianza avviene tutto l’anno, ma aumenta durante la stagione secca, quando le acque si ritirano e il pirarucu si concentra nei laghi. Questo studio dimostra come la protezione effettuata dalle comunità possa estendersi ben oltre i laghi, includendo aree di foresta montana e piantagione. Le comunità individuano aree di protezione circa 36 volte più ampie rispetto ai laghi stessi, contribuendo a preservare anche gli ecosistemi forestali.
