Studio monitora barche da pesca per analizzare l’impatto delle ondate di calore sulla distribuzione dei pesci.

Studio monitora barche da pesca per analizzare l’impatto delle ondate di calore sulla distribuzione dei pesci.

Riflessioni sui cambiamenti nei modelli di distribuzione

Le ondate di calore marine nel periodo 2014-2016, 2019 e 2023 hanno rappresentato sfide significative per la pesca del tonno. La prima di queste ondate, nota come “The Blob”, ha causato spostamenti radicali nella distribuzione del tonno. I dati di monitoraggio delle navi hanno dimostrato di essere più efficaci nel rilevare questi spostamenti rispetto alle sole misure di temperatura dell’acqua, riducendo il rischio di “falsi positivi”.

I ricercatori hanno scoperto che il tracciamento delle navi era in grado di identificare correttamente se si sarebbero verificati spostamenti significativi in tutte e tre le ondate di calore. Nonostante non avesse portato a un cambiamento drammatico nel 2023, l’onda di calore ha comunque ridotto la cattura di tonni alalunga, evidenziando l’importanza di utilizzare variabili come i dati di monitoraggio durante questi eventi.


Il team di ricercatori ha affrontato sfide significative dovute alla mancanza di programmi di marcatura su larga scala per le specie di tonno esaminate. Per compensare, hanno utilizzato modelli di distribuzione delle specie, che stimano le aree in cui i tonni possono trovarsi in base a fattori ambientali come i livelli di clorofilla e ossigeno.

Potenziali applicazioni future

La modalità di utilizzo dei dati di tracciamento delle navi presenta molteplici applicazioni potenziali. I dati potrebbero essere adattati per monitorare cambiamenti ecologici in altre aree geografiche. William Cheung, professore e direttore dell’Istituto per gli Oceani e la Pesca dell’Università della Columbia Britannica, ha sottolineato l’importanza di utilizzare i dati delle navi per una gestione più informata delle risorse ittiche.

Sfortunatamente, i dati di tracciamento non sono sempre facilmente accessibili. Attualmente, solo un numero limitato di paesi rende pubblici i dati. In questo contesto, l’adozione di strategie alternative di tracciamento, come l’uso dei sistemi di identificazione automatica (AIS) e delle rilevazioni luminose notturne, potrebbe rivelarsi utile.

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