Strage di via D’Amelio, annullata la condanna per calunnia di Vincenzo Scarantino
La Corte d’Appello di Perugia accoglie la revisione: “Fu vittima del depistaggio”
A oltre vent’anni dalla sentenza, la Corte d’Appello di Perugia ha revocato la condanna a otto anni di reclusione per calunnia aggravata inflitta nel 2002 a Vincenzo Scarantino, protagonista delle prime ricostruzioni giudiziarie sulla strage di via D’Amelio che, il 19 luglio 1992, costò la vita al giudice Paolo Borsellino e ai cinque agenti della sua scorta.
La decisione è arrivata dopo l’accoglimento dell’istanza di revisione presentata dall’avvocato Vania Giamporcaro. Anche la Procura generale si era espressa a favore dell’assoluzione, condividendo le argomentazioni della difesa.
La sentenza ora annullata era stata emessa il 27 dicembre 2002 dal giudice per le indagini preliminari di Roma, Renato Croce. Scarantino era stato ritenuto responsabile di avere calunniato magistrati, funzionari e dirigenti di polizia, agenti della polizia penitenziaria e il collaboratore di giustizia Francesco Andriotta. La pena, già interamente scontata, comprendeva anche una misura di sicurezza della durata di tre anni.
