Singapura elimina uccelli molesti, mentre l’urbanizzazione rapida stimola un boom avicolo.

Singapura elimina uccelli molesti, mentre l’urbanizzazione rapida stimola un boom avicolo.

La situazione è grave: il numero di segnalazioni riguardanti i corvi è triplicato negli ultimi cinque anni, superando le 15.000 nel 2025. Questo dato supera le lamentele per le scimmie macaque, ritenute più problematiche per gli alimenti che rubano nei condomini. Sempre più residenti segnalano volantini aggressivi durante la stagione della nidificazione, quando i corvi reagiscono difendendo i loro nidi. Considerati un problema sin dalla loro introduzione durante l’era coloniale britannica, la loro popolazione è aumentata di circa venti volte nell’ultimo decennio, secondo uno studio del 2024 del National Parks Board (NParks) di Singapore.


Critiche e misure alternative

Il governo ha annunciato a marzo il ripristino del programma di abbattimento dei corvi, dopo sei anni di interruzione. Il ministro dello Sviluppo Nazionale, Chee Hong Tat, ha dichiarato che le misure alternative, come la cattura, potatura degli alberi e rimozione dei nidi, non sono state sufficienti. La cattura non ha avuto successo, poiché i corvi, noti per la loro intelligenza, stanno imparando a riconoscere e a evitare le trappole. Sebbene si siano registrati solo 500 corvi uccisi da marzo a luglio, gli esperti avvertono che i corvi stanno anche evitando i gruppi di abbattimento.

Nonostante queste misure, ecologisti come Alfred Liu della Nature Society Singapore affermano che l’abbattimento sia una risposta reattiva, un modo per convincere l’opinione pubblica che si stia facendo qualcosa senza affrontare le cause del problema. Un fenomeno noto come “effetto vuoto” potrebbe addirittura far aumentare la popolazione di corvi nel tempo, poiché la rimozione di individui liberi crea spazi e risorse per gli uccelli degli habitat circostanti.

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