Sicilia, carburante tra i più cari: l’autotrasporto sull’orlo del crollo
“Guidare un mezzo in Sicilia oggi è un’impresa: tra cantieri eterni, gallerie interdette ai mezzi pericolosi e un prezzo del carburante che, paradossalmente, è il più alto d’Italia nonostante abbiamo alle spalle uno dei più grandi poli petrolchimici d’Europa. È un paradosso insostenibile per le nostre 67mila imprese”. È quanto denunciano congiuntamente i vertici di CNA FITA Sicilia, che lanciano un allarme chiaro: la rete infrastrutturale dell’isola è al limite del collasso e i costi di gestione rischiano di far implodere l’intero settore.
A pesare come un macigno sulle imprese di autotrasporto è innanzitutto il costo del carburante. Nonostante la presenza del polo petrolchimico ISAB di Priolo, uno dei più grandi d’Europa, in Sicilia si registrano i prezzi alla pompa più alti del Paese.
“All’enorme danno ambientale che sopportiamo – dichiara Giorgio Stracquadanio, responsabile di CNA FITA Sicilia – dovrebbe corrispondere un vantaggio competitivo, ma così non è. Il contenzioso legale tra ISAB e i distributori, in primis Lukoil Italia e Ludoil, continua a far lievitare i prezzi, scaricando sulla nostra categoria un costo insostenibile”.
