Sicilia, carburante tra i più cari: l’autotrasporto sull’orlo del crollo
Ma il caro-carburante è solo una delle facce del disagio. Le infrastrutture viarie, cuore pulsante della logistica isolana, versano in condizioni drammatiche. “Percorrere le arterie principali come la Palermo-Catania, la Catania-Messina o la Modica-Siracusa significa affrontare una gimcana infinita tra cantieri mai completati – spiega Giuseppe Taranto, presidente provinciale di CNA FITA. – Le statali 113, 114 e 115 sono diventate un campo di addestramento alla sopravvivenza. E il paradosso più clamoroso riguarda proprio l’autostrada Siracusa-Catania: le gallerie San Demetrio e San Fratello non sono ancora a norma, pertanto i mezzi ADR, quelli che trasportano merci pericolose come il carburante prodotto a Priolo, non possono percorrerle. Sono costretti a utilizzare strade secondarie, urbanizzate e trafficate, con un aumento esponenziale dei consumi e dei costi”.
Nonostante le sollecitazioni della Confederazione e i collaudi effettuati lo scorso 13 marzo dall’ANSFISA (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Infrastrutture), le gallerie rimangono inaccessibili. A ciò si aggiungono le criticità ormai croniche legate all’accesso portuale e ai costi dei traghetti, una vera e propria “tassa” sulla continuità territoriale.
“La Regione ha più volte celebrato l’autotrasporto definendolo il perno dell’economia isolana – conclude Salvatore Ranno, coordinatore di CNA FITA Sicilia – ma i fatti impongono di passare dalle parole ai fatti. Serve con urgenza un tavolo tecnico che metta al centro questi problemi: il caro-carburante, lo sblocco delle infrastrutture e la messa in sicurezza delle gallerie. Senza soluzioni immediate, il settore imploderà, trascinando con sé tutto l’indotto economico dell’isola. Non possiamo più aspettare”.
