Si può educare un gatto? Come insegnargli ad obbedire

Si può educare un gatto? Come insegnargli ad obbedire

Uno degli errori più comuni consiste nel punire il gatto quando fa qualcosa che non dovrebbe fare. Urlare, colpirlo, spruzzargli acqua addosso o spaventarlo non gli spiegano quale comportamento alternativo dovrebbe adottare. Possono invece aumentare paura e stress e compromettere la fiducia nei confronti della persona.

Se il gatto sale sul tavolo, per esempio, può essere più efficace offrirgli un’alternativa interessante, come una mensola o una postazione rialzata, e premiarlo quando la utilizza. Se graffia il divano, un tiragraffi collocato nel punto giusto e reso interessante attraverso il gioco può essere una soluzione più efficace del rimprovero.

Anche molti comportamenti apparentemente “disobbedienti” hanno una ragione. Miagolare insistentemente, graffiare, mordicchiare o saltare sui mobili possono essere legati a gioco, esplorazione, richiesta di attenzione o necessità ambientali non soddisfatte.

Educare significa quindi anche capire perché il gatto compie una determinata azione.

Un gatto ben educato non è necessariamente quello che esegue più comandi, ma quello che ha imparato a muoversi nell’ambiente domestico rispettando alcune regole e, allo stesso tempo, può esprimere i propri comportamenti naturali.

La relazione funziona meglio quando non è basata sul controllo, ma sulla collaborazione. Il gatto non deve imparare a obbedire perché teme una punizione: deve scoprire che seguire una determinata indicazione può essere conveniente, sicuro e gratificante.

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