Gli animali che rischiano di sparire dalla Sicilia: le specie più vulnerabili
La Sicilia è uno dei territori italiani più ricchi di biodiversità, con ambienti molto diversi tra loro: dalle coste alle zone umide, dai boschi alle aree montane. Ma questo patrimonio è fragile e alcune specie sono sottoposte a pressioni sempre più forti. Perdita e frammentazione degli habitat, incendi, cambiamenti climatici, inquinamento, attività umane e catture accidentali possono compromettere la sopravvivenza di animali che fanno parte da secoli degli ecosistemi dell’isola.
Tra i simboli della fauna siciliana c’è il capovaccaio, uno degli avvoltoi più minacciati d’Italia. La Sicilia ospita ancora alcune coppie riproduttive, ma la specie continua a essere considerata in pericolo critico nel nostro Paese. La sua presenza è legata soprattutto agli ambienti aperti e alle aree rocciose dove può nidificare e trovare cibo. In Italia il numero delle coppie siciliane è ancora molto ridotto, anche se i progetti di conservazione e ripopolamento hanno contribuito a mantenere questa popolazione.
Un’altra specie particolarmente importante è la tartaruga marina Caretta caretta, che trova proprio sulle coste siciliane uno dei principali luoghi di nidificazione italiani. Nel 2026 il WWF ha censito circa 130 nidi in Sicilia, con oltre 115 seguiti direttamente dai propri operatori e volontari. La situazione, tuttavia, resta delicata: erosione delle spiagge, disturbo umano, illuminazione artificiale, rifiuti e catture accidentali durante la pesca rappresentano alcune delle principali minacce.
