Due episodi distinti riaccendono l’attenzione sulle condizioni di sicurezza all’interno degli istituti penitenziari siciliani. A Palermo la polizia penitenziaria ha sequestrato dieci telefoni cellulari e circa 350 grammi di sostanze stupefacenti durante un’ispezione all’interno del carcere Ucciardone. A Caltagirone, invece, un assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria è stato aggredito da un detenuto durante una perquisizione straordinaria.
All’Ucciardone sequestrati dieci cellulari e 350 grammi di droga
L’operazione nel carcere borbonico di Palermo ha coinvolto circa 80 agenti, impegnati nelle ispezioni delle celle della settima sezione, dove sono presenti 140 detenuti. Al termine dei controlli sono stati trovati e sequestrati dieci telefoni cellulari e circa 350 grammi di sostanze stupefacenti, tra cocaina, hashish e crack.
L’intervento è stato coordinato dal dirigente della Polizia penitenziaria Francesco Cerami.
Il sequestro arriva a pochi giorni dalla scoperta di un drone nei pressi dell’Ucciardone. Il dispositivo era stato trovato sul balcone di una donna che abita nelle vicinanze del carcere e, secondo quanto riferito, trasportava droga destinata all’interno dell’istituto penitenziario.
Sulla nuova operazione è intervenuto Gioacchino Veneziano della Uilpa, sottolineando il lavoro degli agenti nonostante la carenza di personale. Secondo il sindacalista, negli organici della Polizia penitenziaria dell’istituto palermitano mancherebbero circa 80 unità.
A Caltagirone agente ferito durante una perquisizione
Un episodio di violenza si è invece verificato nel carcere di Caltagirone. Secondo quanto denunciato dal Sappe, un assistente capo coordinatore della Polizia penitenziaria è stato aggredito durante una perquisizione straordinaria nel reparto Accettazione.
Il detenuto, secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, avrebbe colpito ripetutamente l’agente al volto e alla testa con diversi pugni. L’aggressione gli avrebbe provocato un trauma cranico, la frattura del setto nasale e una profonda ferita al volto causata dalla rottura degli occhiali.
Dopo le prime cure ricevute al pronto soccorso dell’ospedale di Caltagirone, per l’agente si è reso necessario il ricovero.
A evitare conseguenze ulteriormente gravi sarebbe stato, secondo il Sappe, l’intervento tempestivo degli altri poliziotti penitenziari presenti.
Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria, ha parlato di una situazione che richiede maggiore attenzione e ha chiesto che le misure di tutela annunciate dal Governo per il personale in divisa comprendano concretamente anche gli agenti della Polizia penitenziaria.