PATTI (MESSINA) – Avrebbe approfittato delle gravi condizioni di salute di un’anziana ricoverata all’ospedale Barone Romeo di Patti per sottrarle la carta bancomat e utilizzarla per prelievi e acquisti, spendendo quasi 1.200 euro. Un’operatrice socio-sanitaria è stata sospesa dal pubblico ufficio per sei mesi su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Patti.
Il provvedimento cautelare è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Patti, guidata dal capitano Giuseppe Rinella. La donna è gravemente indiziata del reato di indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti.
A ricostruire la vicenda è la Gazzetta del Sud, che riporta i risultati delle indagini avviate dopo la denuncia presentata dalla nipote della paziente.
Il furto durante il ricovero in Geriatria
I fatti contestati risalgono all’agosto del 2025, quando l’anziana si trovava ricoverata in gravi condizioni nel reparto di Geriatria dell’ospedale Barone Romeo.
Secondo la ricostruzione investigativa, l’operatrice avrebbe approfittato della vulnerabilità della paziente e del proprio ruolo professionale per impossessarsi della carta di debito.
Il bancomat era custodito nel portafogli dell’anziana, riposto all’interno dell’armadietto della stanza di degenza.
La donna sarebbe riuscita a entrare in possesso anche del codice Pin, probabilmente annotato dalla paziente e conservato accanto alla carta.
Prelievi e acquisti per quasi 1.200 euro
Tra il 25 e il 27 agosto 2025, secondo gli investigatori, l’operatrice avrebbe utilizzato ripetutamente la carta sottratta.
Le operazioni contestate comprendono prelievi di denaro contante agli sportelli automatici e acquisti in diversi esercizi commerciali della zona.
Tra le spese figurerebbero generi alimentari, prodotti di elettronica e carburante per l’automobile.
L’importo complessivo delle transazioni sarebbe arrivato a quasi 1.200 euro.
Come riferisce la Gazzetta del Sud, le operazioni bancarie sono state ricostruite dai carabinieri attraverso l’analisi dei movimenti della carta e delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza.
Le telecamere avrebbero ripreso l’operatrice
Gli accertamenti sono stati condotti dai militari della Stazione dei carabinieri di Patti.
Le indagini sono partite dalla denuncia presentata nel 2025 dalla nipote dell’anziana, che aveva segnalato quanto accaduto.
Gli investigatori hanno incrociato la documentazione bancaria con i filmati delle telecamere installate presso istituti di credito e attività commerciali.
Secondo la ricostruzione accusatoria, le immagini avrebbero ripreso l’indagata mentre effettuava alcune delle transazioni contestate.
Questi elementi hanno contribuito al quadro indiziario sottoposto alla valutazione del giudice.
Sospensione dal pubblico ufficio per sei mesi
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Patti, Andrea La Spada, ha disposto nei confronti della donna la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per sei mesi.
La decisione è stata adottata alla luce degli elementi raccolti durante le indagini e del rischio di reiterazione del reato valutato dal giudice.
Non si tratta di un arresto né di una condanna definitiva, ma di un provvedimento cautelare adottato nell’ambito del procedimento penale.
L’operatrice resta sottoposta a indagine e beneficia della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Avviate le valutazioni disciplinari dell’Asp di Messina
La vicenda potrebbe avere conseguenze anche sul piano lavorativo.
Dopo il provvedimento giudiziario è stata attivata la Commissione disciplinare dell’Azienda sanitaria provinciale di Messina.
L’organismo dovrà valutare la posizione della dipendente e l’eventuale adozione di ulteriori sanzioni disciplinari interne.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, la contestazione penale potrebbe inoltre essere valutata anche in relazione all’eventuale abuso dei doveri connessi a una pubblica funzione o a un pubblico servizio.
Si tratta di un aspetto che dovrà essere esaminato nelle successive fasi del procedimento.
Il caso all’ospedale Barone Romeo
L’episodio ha suscitato indignazione nella comunità locale, anche per le condizioni di particolare fragilità in cui si trovava la paziente al momento dei fatti contestati.
La vicenda riguarda una presunta condotta individuale e non il comportamento del personale sanitario della struttura nel suo complesso.
Come evidenzia la Gazzetta del Sud, oltre al danno economico subito dall’anziana, l’accusa solleva una questione delicata legata al rapporto di fiducia tra pazienti e operatori sanitari.
Le indagini hanno portato alla sospensione cautelare dell’operatrice per sei mesi, mentre proseguiranno gli accertamenti giudiziari e le valutazioni disciplinari dell’Asp.