Messina, incendio alla Camera di Commercio: sequestrato l’intero palazzo

MESSINA – L’intero palazzo della Camera di Commercio di Messina è stato posto sotto sequestro dopo il devastante incendio che giovedì ha distrutto il terzo e ultimo piano dello storico edificio di piazza Cavallotti. La Procura ha aperto un’inchiesta per incendio e disastro colposi. Gli investigatori stanno verificando l’eventuale presenza di operai sul tetto nelle ore precedenti al rogo, mentre un esposto presentato da alcuni residenti denuncia presunti problemi nei mezzi utilizzati durante le operazioni di spegnimento.

La vicenda è ricostruita dalla Gazzetta del Sud, che approfondisce le ipotesi investigative, le condizioni dell’immobile e le conseguenze dell’incendio per le attività della Camera di Commercio.

Sequestrato tutto l’edificio dopo nuovi accertamenti

Inizialmente il provvedimento di sequestro aveva riguardato soltanto il tetto e il terzo piano, direttamente interessati dalle fiamme.

Successivamente, dopo ulteriori verifiche tecniche sulla sicurezza e sulla stabilità della struttura, è stato disposto il sequestro dell’intero edificio.

Il rogo ha provocato danni gravissimi alla parte superiore del palazzo, uno degli immobili storici più conosciuti del centro di Messina.

Non è ancora disponibile una quantificazione economica delle conseguenze dell’incendio.

La Procura apre un’inchiesta per incendio e disastro colposi

Il procuratore capo di Messina, Antonio D’Amato, ha aperto un fascicolo ipotizzando i reati di incendio colposo e disastro colposo.

L’inchiesta è affidata alla sostituta procuratrice Roberta La Speme.

Secondo quanto riferisce la Gazzetta del Sud, al momento della ricostruzione giornalistica non risultavano persone iscritte nel registro degli indagati.

Gli accertamenti sono condotti dalla Squadra mobile e dalla Polizia scientifica, tornate nell’edificio per eseguire ulteriori verifiche.

Gli investigatori hanno inoltre iniziato ad ascoltare diverse persone informate sui fatti, con l’obiettivo di ricostruire la sequenza degli eventi che ha preceduto l’incendio.

Il mistero dei lavori sul tetto

Uno dei principali interrogativi riguarda l’eventuale presenza di operai sulla copertura dell’edificio nella giornata del rogo.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire chi fosse impegnato nei lavori e quale tipo di intervento venisse effettuato.

Nei mesi precedenti era stata incaricata un’impresa palermitana di intervenire sull’impianto di condizionamento del salone della Borsa, situato al piano terra.

I lavori, finanziati con risorse del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sarebbero stati completati e saldati già a metà ottobre.

Non è quindi accertato che quella stessa impresa stesse operando sul tetto quando è scoppiato l’incendio.

L’ipotesi delle infiltrazioni e della guaina protettiva

Secondo una delle ipotesi riportate dalla Gazzetta del Sud, le forti piogge dei giorni precedenti avrebbero provocato infiltrazioni d’acqua dalla copertura dell’edificio.

Il problema sarebbe stato segnalato dagli occupanti di alcuni locali dell’ultimo piano.

Gli investigatori dovranno verificare se siano stati eseguiti interventi per eliminare le infiltrazioni e, in caso affermativo, da chi fossero stati autorizzati.

Tra le possibilità al vaglio figura quella dell’utilizzo di un cannello a gas per applicare una guaina protettiva in prossimità della struttura di sostegno in legno del tetto.

Un eventuale surriscaldamento potrebbe avere favorito l’innesco delle fiamme anche a distanza di tempo dall’intervento.

Si tratta, tuttavia, di una semplice ipotesi investigativa, non di una causa già accertata. Saranno gli approfondimenti tecnici a stabilire l’origine dell’incendio e l’eventuale collegamento con lavori effettuati sulla copertura.

L’esposto dei residenti: «Autoscala e manichetta non funzionavano»

Un ulteriore fronte riguarda le operazioni di spegnimento.

L’avvocata Daniela Agnello ha presentato un esposto alla Procura per conto di alcuni residenti di immobili di via Giordano Bruno.

Nel documento vengono segnalate presunte criticità nell’intervento dei Vigili del Fuoco.

Secondo il racconto dei residenti, il primo focolaio sarebbe stato visibile intorno alle 14, in una porzione del terzo piano.

La chiamata ai Vigili del Fuoco sarebbe stata effettuata alle 14.28.

Nel corso delle ore successive, le fiamme si sarebbero estese progressivamente fino a interessare l’intero ultimo piano.

Nell’esposto si sostiene che un’autoscala non avrebbe funzionato correttamente, impedendo agli operatori di raggiungere la quota necessaria per attaccare direttamente il fronte dell’incendio.

Viene inoltre denunciato un presunto malfunzionamento di una manichetta antincendio.

Secondo il documento, questa non avrebbe garantito un’erogazione d’acqua e una pressione sufficienti a contrastare l’avanzata delle fiamme.

La richiesta di verificare l’organizzazione dei soccorsi

Nell’esposto viene riconosciuto l’impegno degli operatori intervenuti, ma vengono sollevati dubbi sull’organizzazione complessiva delle operazioni.

I residenti riferiscono che, con l’estendersi dell’incendio, sarebbe stato necessario tentare lo spegnimento anche dalla strada, con difficoltà nel raggiungere le fiamme ai piani superiori.

L’avvocata Agnello chiede di acquisire la documentazione relativa agli interventi per verificare eventuali responsabilità connesse alle criticità denunciate.

Le circostanze descritte nell’esposto dovranno essere accertate dagli inquirenti. Non risulta, sulla base delle informazioni disponibili, che i presunti malfunzionamenti siano stati già confermati da verifiche ufficiali.

Blandina: «Sopraffatto da questo disastro»

Il presidente della Camera di Commercio di Messina, Ivo Blandina, ha espresso profonda amarezza per quanto accaduto, assicurando l’impegno dell’ente per il ripristino delle attività.

«Stiamo ripristinando i servizi, abbiamo il server in Infocamere a Padova e siamo in condizioni di assicurare i servizi all’utenza in poche ore».

La priorità è individuare spazi utilizzabili in condizioni di sicurezza e garantire la continuità delle prestazioni rivolte alle imprese.

«Ci preoccupiamo di quello che ha bisogno, in termini di servizi, il mondo imprenditoriale di tutta la provincia: oltre 60 mila imprese utilizzano il nostro servizio imprese e tutti i servizi».

Blandina sottolinea inoltre che sono in corso valutazioni sulla sicurezza dell’immobile e sulle risorse necessarie alla ricostruzione.

«Stiamo mettendo in sicurezza l’edificio, assicurandoci che non ci sia un’estensione del danno, valutando su quali risorse fare leva per restituire questo prezioso palazzo della città. Ancora non è possibile fare una stima dei danni».

Infine, il presidente esprime tutto il proprio sconforto:

«Da cittadino, imprenditore e presidente della Camera di commercio, sono sopraffatto da questo disastro».

La solidarietà di Sicindustria

Sulla vicenda sono intervenuti anche il presidente di Sicindustria Luigi Rizzolo e il presidente della delegazione messinese Giuseppe Lupò.

I due rappresentanti degli industriali hanno espresso vicinanza a Blandina, alla segretaria generale della Camera di Commercio Paola Sabella e a tutta la comunità camerale.

«Seguiamo con grande apprensione quanto sta accadendo alla Camera di Commercio di Messina, un edificio che rappresenta un importante presidio istituzionale ed economico per il territorio e che ospita anche la sede della nostra delegazione territoriale».

Sicindustria auspica che le verifiche consentano di chiarire rapidamente le cause del rogo.

Messina, si cercano le cause del disastro

L’inchiesta dovrà chiarire diversi aspetti: l’origine delle fiamme, gli eventuali interventi effettuati sul tetto, le condizioni di sicurezza dell’edificio e le circostanze segnalate dai residenti riguardo alle operazioni di spegnimento.

Come evidenzia la Gazzetta del Sud, il sequestro dell’intero palazzo rappresenta un passaggio importante per consentire gli accertamenti tecnici e preservare gli elementi utili alle indagini.

La priorità resta individuare le cause dell’incendio e verificare eventuali responsabilità, mentre la Camera di Commercio lavora per assicurare la continuità dei servizi alle oltre 60 mila imprese del territorio.

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