Selinunte, stop del Tar al deposito rifiuti vicino ai templi: sospesa l’ordinanza del Comune

Selinunte, stop del Tar al deposito rifiuti vicino ai templi: sospesa l’ordinanza del Comune

Al centro della vicenda c’è un immobile incompleto e confiscato, in passato riconducibile a Giuseppe Grigoli, considerato prestanome e cassiere del boss mafioso Matteo Messina Denaro. La struttura era stata destinata dall’amministrazione comunale a punto di raccolta dei mastelli per la raccolta differenziata.

La scelta aveva suscitato forti polemiche tra i residenti del borgo marinaro, in particolare tra gli abitanti di via Marco Polo, il corso principale di Selinunte che nelle ore serali diventa area pedonale e centro della movida estiva, frequentato quotidianamente da turisti e visitatori.

Secondo i cittadini, la presenza di un deposito di rifiuti in quella zona sarebbe incompatibile con le caratteristiche ambientali e turistiche dell’area, soprattutto nei mesi estivi caratterizzati da alte temperature.

Le motivazioni del Tar

Nel provvedimento cautelare, il Tar ha sottolineato come, nel bilanciamento tra i diversi interessi in gioco, la scelta del Comune non appaia coerente con l’obiettivo dichiarato di tutela dell’igiene pubblica.

I giudici amministrativi hanno evidenziato che l’immobile risulterebbe “prima facie privo delle necessarie condizioni” per essere utilizzato come deposito di rifiuti, soprattutto in un contesto urbano e turistico come quello di Selinunte, dove le elevate temperature estive potrebbero aggravare eventuali criticità igienico-sanitarie.

Il nodo dei beni confiscati


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