“Sei stata la donna di tutti…” frase di Chinnici contro Argiroffi: scoppia la polemica

Dario Chinnici e Giulia Argiroffi

Una frase pronunciata durante la conferenza dei capigruppo al Comune di Palermo ha acceso un durissimo scontro politico e istituzionale. Al centro della polemica le parole rivolte dal consigliere comunale Dario Chinnici a Giulia Argiroffi: «Sei stata la donna di tutti, politicamente».

L’episodio ha provocato immediate reazioni da parte di esponenti politici di maggioranza e opposizione, con richieste di dimissioni, prese di distanza e dichiarazioni di solidarietà alla consigliera comunale di Controcorrente.

La Vardera: “Frase gravissima, Chinnici si dimetta”

Tra i primi a intervenire è stato il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, che ha definito la frase «inaccettabile».

«Un consigliere comunale, in quota sindaco, non può e non deve affermare una cosa simile – ha dichiarato –. Condanniamo fermamente questo gesto che non fa altro che dimostrare la caratura di questo ominicchio politico».

La Vardera ha chiesto una presa di posizione netta del sindaco Roberto Lagalla e le dimissioni del consigliere: «Parliamo di legalità, parliamo di violenza sulle donne e poi queste cose accadono dentro le istituzioni. Chinnici si vergogni, non è degno neanche di essere chiamato uomo».

Nel suo intervento, La Vardera ha anche ringraziato le consigliere Piccione e Figuccia per avere difeso Argiroffi durante la conferenza dei capigruppo.

Le scuse di Dario Chinnici


Dopo le polemiche, è arrivata la replica del capogruppo di Lavoriamo per Palermo, Dario Chinnici, che ha chiarito il senso delle sue parole e ha parlato di «frase infelice».

«La frase da me pronunciata era riferita esclusivamente al piano politico e non voleva in alcun modo rappresentare un giudizio personale o offensivo nei confronti della consigliera Giulia Argiroffi», ha spiegato.

Chinnici ha precisato di avere già chiesto scusa personalmente alla collega, sostenendo però che il racconto dell’episodio sarebbe stato «parziale e strumentale».

«Nel video diffuso pubblicamente è stata estrapolata soltanto una breve parte finale della discussione, omettendo completamente ciò che era avvenuto pochi istanti prima – ha aggiunto –. La collega Argiroffi mi aveva precedentemente rivolto accuse e parole pesanti davanti a tutti i presenti, trattandomi sostanzialmente come un delinquente».

Il consigliere ha quindi riconosciuto l’errore nei toni utilizzati: «Resto comunque il primo a considerare sbagliata nei toni la mia risposta», chiedendo però che venga riconosciuto anche il clima di forte tensione in cui sarebbe maturato il confronto.

Il sindaco Roberto Lagalla: “Disarmare le parole”

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, che ha stigmatizzato l’espressione utilizzata da Chinnici, prendendo atto delle scuse rivolte alla consigliera.

«Questa amministrazione ha sempre mantenuto una posizione chiara di rispetto nei confronti delle donne e, più in generale, verso ogni espressione democratica, politica e istituzionale», ha dichiarato il primo cittadino.

Lagalla ha poi richiamato il monito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Il richiamo a “disarmare le parole” deve rappresentare un riferimento per tutte le forze politiche e per chiunque abbia responsabilità istituzionali».

Secondo il sindaco, il confronto politico «non può mai trasformarsi in scontro personale» e tutte le forze politiche dovrebbero riportare il dibattito sui temi concreti della città.

Tantillo: “Offese incompatibili con le istituzioni”

Anche il presidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo ha espresso solidarietà a Giulia Argiroffi.

«Il Consiglio comunale di Palermo, così come ogni istituzione democratica, non può e non deve essere un luogo in cui trovano spazio insulti e aggressioni verbali», ha dichiarato.

Tantillo ha sottolineato come offese di questo tipo «non solo feriscano profondamente la persona colpita, ma ledano anche la dignità e l’immagine dell’intero Consiglio comunale».

Ugo Forello: “Fotografia di una cultura sessista”



Durissimo anche l’intervento del consigliere comunale di Controcorrente Ugo Forello.

«Le parole rivolte alla consigliera Giulia Argiroffi non sono una caduta di stile: sono la fotografia nitida di una cultura sessista, misogina e profondamente offensiva», ha affermato.

Forello ha inoltre posto una questione politica: «Perché il consigliere Chinnici non ha mai mosso una sola critica nei miei confronti, pur avendo io compiuto le stesse identiche scelte politiche della collega Argiroffi?».

Secondo Forello, sindaco e presidente del Consiglio comunale avrebbero il dovere di assumere «una posizione pubblica di netta e durissima condanna».

La nota congiunta delle opposizioni

Sul caso è intervenuto anche un ampio fronte di consiglieri comunali appartenenti a Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, AVS, Controcorrente e Gruppo Misto.

In una nota congiunta, Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi per il Pd, Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli per il M5S, Giambrone e Mangano per AVS, Forello per Controcorrente, Carmelo Miceli, Giaconia e Franco Miceli hanno espresso «piena solidarietà alla consigliera comunale Giulia Argiroffi».

Secondo i firmatari, quanto avvenuto durante la riunione dei capigruppo sarebbe «inaccettabile e incompatibile con il ruolo istituzionale».

«Il confronto politico, anche il più duro, non può mai degenerare in attacchi personali o espressioni offensive, tanto più quando assumono un chiaro carattere sessista», si legge nella nota.

I consiglieri hanno inoltre chiesto a Chinnici di scusarsi pubblicamente nei confronti della collega e invitato tutte le forze politiche ad abbassare i toni del confronto pubblico.

La vicenda ha aperto un nuovo fronte di tensione all’interno del Consiglio comunale di Palermo, riportando al centro del dibattito il tema del linguaggio utilizzato nelle istituzioni e del rispetto nei confronti delle donne in politica.

Mentre proseguono le polemiche, resta alta l’attenzione sulle eventuali conseguenze politiche della vicenda e sulle richieste di dimissioni avanzate da parte dell’opposizione.

Caronia: “Solidarietà a Giulia Argiroffi. Condanna ferma per gli insulti sessisti”

“Esprimo la più ferma e totale solidarietà al consigliere comunale Giulia Argiroffi, bersaglio nelle ultime ore di inaccettabili e gravi offese a sfondo sessista pronunciate dal collega Dario Chinnici. Espressioni come ‘sei stata la donna di tutti’, pronunciate all’interno di una sede istituzionale come la conferenza dei capigruppo, rappresentano un attacco intollerabile che supera i limiti del confronto politico per sfociare nell’offesa personale e nella denigrazione di genere. Il tentativo di giustificare tali affermazioni derubricandole a semplici metafore politiche non attenua la gravità dell’episodio, ma ne accentua la matrice culturale patriarcale e discriminatoria”. Così Marianna Caronia, deputato regionale di Noi Moderati, in merito agli insulti che sarebbero stati rivolti dal consigliere comunale Dario Chinnici alla collega Giulia Argiroffi.

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